Instagram sta testando una novità che potrebbe cambiare il modo in cui vengono percepiti i contenuti generati con l’intelligenza artificiale. La piattaforma di Meta, infatti, sta sperimentando un’etichetta che consente agli utenti di auto-assegnarsi il titolo di AI Creator, un badge visibile sul profilo e accanto ai post e ai reel.
La dicitura associata al segnale è molto chiara: “Questo profilo pubblica contenuti generati o modificati con l’IA”. Si tratta di una funzione ancora in fase di prova, ma già diffusa da Engadget e poi rilanciata dall’account ufficiale Instagram Creators, che ne ha mostrato alcuni dettagli operativi.
Secondo quanto emerso, l’obiettivo è aiutare gli utenti a capire meglio cosa stanno guardando e da chi proviene un contenuto. In una delle schermate condivise, infatti, si legge che questa etichetta “crea fiducia aiutando il pubblico a capire cosa vede su Instagram”. Un messaggio che punta tutto sulla trasparenza, tema sempre più centrale quando si parla di immagini, video e testi realizzati con strumenti di IA.
AI Creator su Instagram: come funziona l’etichetta
L’attivazione del badge sarebbe piuttosto semplice: basta entrare nelle impostazioni del proprio profilo e selezionare la voce corrispondente. In questo modo, l’utente può segnalare in autonomia di pubblicare contenuti creati o ritoccati con l’intelligenza artificiale. La scelta, almeno per ora, resta opzionale.
Proprio questo aspetto rende la novità interessante ma anche limitata. Instagram Creators ha infatti precisato che le etichette AI Creator sono del tutto facoltative. Di conseguenza, non tutti i contenuti prodotti con l’IA saranno necessariamente accompagnati da un avviso chiaro e uniforme. Alcuni potrebbero comparire con la più generica dicitura “Informazioni sull’IA”, altri addirittura senza alcuna segnalazione.
Questa frammentazione riflette un problema noto anche a Meta: riconoscere in modo affidabile i contenuti generati con l’intelligenza artificiale non è semplice. Il Consiglio di vigilanza indipendente del gruppo, che osserva il funzionamento dei social dell’azienda e propone miglioramenti, aveva già evidenziato a marzo le criticità dei sistemi di rilevamento. In sostanza, gli strumenti disponibili non sarebbero ancora in grado di identificare con precisione tutti i post creati tramite software di IA.
I limiti del rilevamento automatico
È proprio per questo che l’etichetta “Informazioni sull’IA” viene applicata da Meta in modo irregolare, quasi casuale, come osserva Engadget. Se la piattaforma non riesce a stabilire con certezza che un contenuto sia stato generato da un algoritmo, la segnalazione rischia di essere assente o poco specifica. Il risultato è che la trasparenza dipende ancora molto da ciò che l’utente decide di dichiarare.
Il tema non è secondario, perché sempre più creator utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per creare immagini, montare video, modificare sfondi o rifinire testi. In questo contesto, distinguere il contenuto originale da quello assistito dall’IA diventa essenziale per non confondere il pubblico e per mantenere un rapporto di fiducia con i follower.
Cosa potrebbe succedere in futuro
Per ora non si parla di un obbligo, ma il futuro potrebbe essere diverso. Secondo Engadget, Meta potrebbe decidere di rendere obbligatoria l’etichetta AI Creator, introducendo anche eventuali penalizzazioni per i contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale ma non adeguatamente segnalati. Sarebbe un cambio di passo importante, soprattutto in un ecosistema in cui la distinzione tra creatività umana e generazione automatica è sempre più sottile.
Se la sperimentazione dovesse essere ampliata, Instagram potrebbe così offrire un sistema di labeling più esplicito, capace di migliorare la leggibilità dei contenuti. Resta da capire se gli utenti accoglieranno positivamente questo strumento e se Meta lo trasformerà davvero in una regola stabile. Per ora, il badge AI Creator rappresenta un primo tentativo di dare più contesto ai contenuti generati o modificati con l’IA, senza però risolvere del tutto il problema della loro individuazione automatica.











