Instagram interviene in modo più netto sui contenuti creati attorno a personaggi artificiali. Dopo mesi in cui molti utenti hanno seguito profili credendo di avere davanti una persona reale, la piattaforma ha annunciato un aggiornamento che punta a rendere più trasparente l’uso dell’intelligenza artificiale. La novità riguarda soprattutto gli account costruiti interamente su un volto o su un’identità generata dall’IA.
Il cambiamento introduce una nuova etichetta e, soprattutto, una conseguenza concreta per chi non la applica. Instagram vuole distinguere in modo più preciso tra chi usa strumenti di AI come supporto creativo e chi invece basa il proprio profilo su un personaggio fittizio. Una differenza importante, perché non tutti gli usi dell’intelligenza artificiale comportano lo stesso livello di trasparenza verso il pubblico.
Instagram e l’etichetta Profilo generato dall’IA
La prima novità è il cambio di nome dell’etichetta: da “Creator AI” a “Profilo generato dall’IA”. Una scelta più diretta, pensata per chiarire subito a cosa si riferisce la segnalazione. L’etichetta è destinata agli account i cui contenuti mostrano una persona interamente creata con l’intelligenza artificiale, non a quelli che si limitano a usare funzioni AI durante il processo di produzione dei contenuti.
In pratica, chi utilizza strumenti come il fotoritocco avanzato, i generatori di testi o altre funzioni automatiche per migliorare il proprio lavoro non dovrebbe essere coinvolto da questa regola. Diverso è il caso di un profilo costruito attorno a un personaggio inesistente, presentato come se fosse una persona in carne e ossa. In questi casi, Instagram vuole che la natura artificiale sia evidente fin da subito.
Perché cambia la gestione dei profili AI
La decisione arriva anche in risposta al feedback della community, che negli ultimi tempi ha mostrato crescente sensibilità sul tema. Scoprire solo dopo aver interagito a lungo con un account che il volto dietro ai contenuti non esiste davvero può generare sfiducia, non solo verso quel profilo ma verso l’intera piattaforma. Per questo Instagram ha scelto una linea più rigorosa.
Il punto più delicato, però, resta la definizione dei casi borderline. Non sempre è facile tracciare un confine netto tra uso creativo dell’AI e identità totalmente sintetica. Proprio per questo sarà interessante capire come verranno valutati i profili ibridi e in che modo gli utenti potranno difendersi in caso di errore.
Cosa succede a chi non dichiara l’uso dell’IA
La seconda novità è più incisiva: gli account che dovrebbero segnalare la presenza di contenuti generati dall’intelligenza artificiale ma non lo fanno rischiano di essere penalizzati nei suggerimenti. Instagram avviserà questi profili con una notifica e, da quel momento, non compariranno più tra le raccomandazioni per chi non li segue già, inclusi Reel ed Esplora.
Gli account coinvolti potranno comunque aggiungere l’etichetta richiesta oppure contestare la decisione tramite la sezione “Stato dell’account”. In questo modo la piattaforma prova a bilanciare trasparenza e possibilità di revisione, ma manda anche un messaggio chiaro: sui profili generati dall’IA la mancata dichiarazione non sarà più una semplice dimenticanza, bensì un elemento che può ridurre visibilità e distribuzione.
