Il Root su Android: tutti i metodi | Maggio 2017

Sembra una regola comune quando compriamo un prodotto con Android: dobbiamo effettuare il Root se vogliamo un’esperienza quanto più completa possibile con il nostro Smartphone. Il problema è capire cos’è questa procedura.

Cos’è il Root?

Partiamo dalla basi: cos’è il Root? Quando apriamo la memoria del nostro cellulare, abbiamo a disposizione due scelte: la memoria interna e, se provvista, la MicroSD. Ma dove possiamo trovare il sistema operativo, come succede con i PC muniti di Windows e simili?

Nel Root, ovvero, la sorgente più bassa del nostro cellulare. Giusto per farvi un esempio, il “C:\” del nostro PC è attualmente il Root della memoria, la parte più bassa ed “intima” del nostro Computer. Di regola non possiamo accedere al Root del nostro cellulare, per evitare di danneggiare il sistema operativo.

Effettuare il Root è quindi sbloccare la parte della memoria che concerne il sistema operativo e le varie risorse nascoste, con l’aggiunta di poter così modificare il tutto a piacimento. Questo ha i suoi rischi.

I rischi del Root su Android

Quali sono i rischi? Naturalmente, c’è il rischio di rovinare il nostro cellulare nel tentativo d’effettuare il Root. Inoltre, la garanzia se ne va via dal momento in cui effettuiamo la modifica. Altra cosa importante, siamo più esposti ad eventuali infezioni.

Nota: ricordatevi sempre d’effettuare un backup dei vostri dati. Effettuare il Root può far scattare una pulizia dei dati.

I metodi più comuni per effettuare il Root

Quali sono i metodi utilizzati per il Root? Possiamo trovarne di diversi, analizziamoli insieme:

  • Attraverso un APK interno. Uno dei migliori in questo campo è TowelRoot. Questo programma effettua il Root del vostro Smartphone direttamente da dentro la memoria.
  • Usando un programma automatico. Sistema leggermente più elaborato, ma niente di complicato. Bisogna connettere il cellulare al nostro PC, sbloccando il Debug USB dalle opzioni amministratore. Kingoroot è in genere quello che si mantiene più aggiornato.
  • Riscrivendo il Firmware. Metodo più complicato, richiede la scrittura di parti cruciali del nostro cellulare in maniera aggressiva. Questo in genere risulta in Root molto stabili. Ogni Smartphone o dispositivo ha il suo strumento, ad esempio per i prodotti Samsung è molto popolare Odin. Proprio per questo motivo, è necessario procurarsi un firmware da scrivere nella memoria del cellulare. Potete fare ciò con CF-Autoroot.
  • Delle volte bisogna usare una combinazione di almeno due metodi di Root.
  • Tenete sempre a mente che sarà necessario installare una Recovery personalizzata per installare il Root. La Recovery è quella sezione del cellulare nel quale possiamo accedere con una speciale combinazione di tasti all’avvio. Una buona recovery è quella TWRP.
  • Potete sempre controllare se il Root è stato completo usando Root Checker.

Parliamo ora di qualche esempio di Smartphone che possiamo Rootare subito, così da comprendere meglio su come funziona il Root. Queste guide sono un esempio, ma sono naturalmente tutte funzionali e testate:

Root per Samsung Galaxy S7 / S7 Edge

galaxy s7

Questo è un ottimo esempio di come effettuare il Root su un prodotto moderno e marchiato Samsung.

Procuriamoci prima il necessario:

  • I driver USB per far riconoscere il nostro cellulare al sistema. Se abbiamo già installato KIES, è probabile che questi sono già installati. Tuttavia tenete presente che KIES va tenuto chiuso durante quest’operazione.
  • CF-AutoRoot per S7 o S7 Edge.
  • Odin, naturalmente

Ricordatevi di scompattare Odin e CF Autoroot nella stessa cartella, per vostra comodità.

Per prima cosa, sbloccate le opzioni sviluppatore. Potete fare ciò andando nel percorso Impostazioni > Info sul dispositivo e premendo più volte sulla sezione “Versione Build”. Una volta abilitate le opzioni sviluppatore potete trovare il tutto sotto Impostazioni. Entrando nelle opzioni sviluppatore, troverete la scelta “Sblocco OEM / OEM Unlock”. Attivate anche il Debug USB.

Adesso spegnete il cellulare. Riaccendetelo poi tenendo premuto il tasto d’accensione, volume giù ed il tasto Home. Quando vi sarà chiesta conferma di quel che volete fare, premete il tasto volume su. Connettete il cellulare al PC. Aspettate qualche minuto che il PC lo riconosca e tutto quanto.

Avviate Odin. Ricordatevi che dovete farlo come amministratore, premendo il tasto destro sul file d’avvio del programma.

Noterete a sinistra che il programma vi dirà se il cellulare è connesso o meno. Cliccate sul tasto “AP” ed indicate il file tar.md5 di CF Autoroot.

A quel punto, cliccate pure su Start e lasciate che il programma completi l’installazione. Il vostro cellulare si riavvierà automaticamente. Il Root è completato.

Root per Samsung Galaxy S5

Andate nelle impostazioni e quindi in Sicurezza. All’interno, potete abilitare l’installazione da Origini Sconosciute. Fatto ciò, scaricate TowelRoot e disabilitate temporaneamente il vostro antivirus, sia quello per PC che per Android (entrambi rilevano Towel come un virus).

Potete sia scaricare l’APK direttamente con il vostro cellulare o dal vostro PC, che a sua volta va inserito nella memoria del Galaxy connettendolo via USB. Fatto ciò, entrate nell’archivio e cercate il file all’interno l’APK.

Installate il programma e apritelo. A quel punto, premete su “Make it Rain”. Aspettate qualche minuto. Alla fine del Root, il cellulare si riavvierà. Avete finito!

Quindi ricapitolando, ciò che è molto importante nelle procedure di Root è quasi sempre:

  • Lo sblocco delle opzioni sviluppatore e l’abilitazione del Debug USB (se dobbiamo connettere il nostro PC). Va spesso abilitata l’installazione da origini sconosciute.
  • Ogni cellulare ha il suo metodo di Root ideale, ma in particolare quelli più moderni hanno il Bootloader bloccato e va prima sbloccato per continuare
  • Bisogna entrare in Recovery o Download mode (come per il Samsung) per poter iniziare a scrivere il Firmware.

Altri indirizzi ed informazioni utili:

SamMobile offre i Firmware di tutti i prodotti Samsung, così che possiamo riscrivere la memoria del nostro Smartphone o Tablet in tutte le versioni che desideriamo.

TowelRoot può funzionare su ogni prodotto munito di Android, in una versione più vecchia del 3 Giugno 2014. L’unica marca sul quale non funziona è l’HTC.

Esiste un programma che funziona soprattutto su un sacco di vecchi cellulari e si chiama Cydia Impactor. Con questo strumento potete effettuare il Root in cellulari anche del 2015, se necessario.

L’importante è installare SuperSU (della ChainFire) subito dopo per attivare tutti i permessi necessari.

Generalmente, Kingoroot non richiede delle istruzioni molto precise. Basta abilitare il Debug USB nelle Opzioni sviluppatore, far riconoscere il prodotto nel vostro PC, e avviare il programma – basta andare sempre avanti e lasciarlo lavorare. Qualsiasi richiesta d’autorizzazione e installazione va accettata all’interno del cellulare, perciò tenetelo d’occhio di tanto in tanto.

Alcuni cellulari hanno metodi di Root comunque molto particolari e diversi da questi. Consultate sempre le informazioni necessarie sulla rete, se il vostro Smartphone richiede un Root più preciso.




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