Il regno dello streaming: la svezia!

La Svezia è un paese evoluto sotto molti punti di vista, soprattutto nel campo informatico e della tecnologia.

Un recente sondaggio della GrammofonLeverantörernas Förening, ovvero l’associazione discografici svedesi, ha messo in luce che il mercato della musica digitale ha incassato nel primo semestre 2012 quasi il doppio dei ricavi ottenuti dalla vendita tradizionale dei cd.

Tra i servizi più utilizzati lo streaming che detiene circa l’89% del fatturato della musica web: tra questi svetta Spotify, il servizio musicale on demand che offre lo streaming di selezioni brani editi da diverse case discografiche. Alle piattaforme di download, invece, come ad esempio Itunes,  resta solo l’11% del fatturato.

Gli svedesi quindi hanno invertito la tendenza del mercato della musica, spostando nettamente l’asse dalla vendita tradizionale a quella digitale.

In Italia, il servizio Spotify non è stato reso ancora disponibile, ma altri servizi similari si stanno facendo strada nel mercato della musica, (Play.me o Deezer) aprendo nuove frontiere alla musica online.

Il problema della mancata diffusione nel resto dell’Europa, ovviamente, è di ordine economico: nei paesi dove lo streaming ha già preso il sopravvento, i musicisti sono in rivolta per quanto riguarda la ripartizione dei proventi derivanti dalla vendita online. Risulta difficile infatti, effettuare le operazioni di divisione degli utili nella massima trasparenza.

Ma se, come accade in Svezia, l’utilizzo risulta massivo e diffuso diventa logico e conseguente che le royalties previste diventino più appetibili anche per gli artisti.




Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.