I social fanno sparire i negozi di fiori

I fiori, il gesto gradito ad ogni donna, da mille significati e per ogni occasione: eppure oggi, i fiorai denunciano una crisi delle vendite e molti di loro abbassano le saracinesche.

C’è crisi è vero ed i prezzi alle volte sono fuori la portata dell’attuale disponibilità del cittadino medio, ma le cause di questo improvviso cambio di tendenza è anche da ricercare nella rivoluzione delle modalità di “fare gli auguri”.
Alla vigilia della festa delle donna, la mimosa resta in negozio, mentre fioccano link e auguri digitali sui diversi social network, molto meno romantici ma molto molto più economici.

Nella provincia di Torino, ad esempio, negli ultimi 5 anni i negozi di fiori sono passati da oltre il migliaio a 700: l’abusivismo è una delle cause che con la crisi stanno piegando il settore, e neppure durante le festività le vendite sono soddisfacenti.

Domani tutti andranno alla ricerca delle mimose, fiore simbolo dell’8 marzo ma circa il 50% del giro d’affari arricchirà gli abusivi a discapito dei commercianti del settore: se proprio volete dirlo con un fiore, date una mano all’economia e alla legalità.

 




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