I makers: gli artigiani digitali

Tutto può essere digitale, anche l’artigianato.

Oggi infatti gli inventori moderni possono ricorrere a strumenti come Fablab, delle vere e proprie officine virtuali e realizzare prima al computer e poi sui diversi materiali le loro idee.

Per indicare questa nuova categoria di artigiani è stato anche creato un neologismo “makers“; i makers incarnano il desiderio insito nell’essere umano di creare, riparare, ideare e coniugano la manualità con il digitale.

Tra gli strumenti a cui i makers ricorrono più spesso troviamo le stampanti 3D: si tratta di macchine capaci di trasformare il digitale creato sul computer in analogico; per il momento gli oggetti stampati tridimensionalmente sono di dimensioni ridotte e possono essere solo di due tipi di materiali plastici.

Questo tipo di stampa ovviamente è in crescita e secondo quanto previsto dalla società di consulenza americana Wholers, la “digital fabrication” raggiungerà un valore nel 2020 pari a 5 miliardi di dollari; anche in Italia il fenomeno è in crescita e lo dimostrano gli eventi programmati per i makers: Italiax10 al Festival della Scienza di Genova, la fiera Makers Italy a Rho, la prima edizione europea del Maker Faire a Roma.




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