I film interi direttamente su Youtube

Pirateria? Torrent? Perchè ricorrerci quando su Youtube è possibile guardare film per intero in streaming?

Basta inserire il titolo del film che ci interessa seguito da “film intero” oppure “dix ita” ed il gioco è fatto: Scary Movie 4, Il Corvo, Il mio grosso grasso matrimonio greco, Revolver questi sono solo alcuni dei titoli che compaiono come risultato della ricerca nelle prime pagine del motore di ricerca video di Google.

E non è illegale! O meglio, non per il colosso di Mountain View che opera secondo i dettami del Digital Millennium Copyright Act, una legge statunitense che solleva da ogni responsabilità i service provider e le piattaforme che ospitano materiale protetto da diritto d’autore e caricati da terzi, purché siano pronti a rimuovere tali contenuti illegali su richiesta del titolare del copyright o di un suo rappresentante.

Non è illegale nemmeno per chi li guarda a differenza di quel che accade a chi li scarica; ovviamente questa nuova modalità di visione dei film danneggia gli store, iTunes, Amazon, Netflix che offrono acquisti e noleggi a pagamento.

Ma chi deve segnalare e rimuovere questi contenuti da Youtube?
L’utente può segnalare la violazione di copyright cliccando sulla bandierina che si trova al di sotto del filmato; e le case di produzione cinematografiche potrebbero utilizzare la tecnologia del “Contact ID“, il software in grado di riconoscere i video coperti da diritti d’autore, confrontandolo con una copia memorizzata nei propri server  nel momento stesso in cui un utente sta cercando di pubblicarne una copia illegale su YouTube e bloccandone l’upload.

Nonostante ciò continuano a circolare film anche di recente uscita: Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film, diretta interessata per la pubblicazione del film “Com’è bello far l’amore” uscito appena un anno fa nelle sale, giustifica così la permanenza sulla piattaforma:

“Content ID è una tecnologia arrivata da poco, ci stiamo organizzando per usarla al meglio. Con YouTube comunque c’è un’ottima collaborazione che passa anche attraverso la FAPAV (la Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva, ndr). Su segnalazione il sito rimuove i contenuti non autorizzati. Il vero problema sono quelle piattaforme illegali che si trovano all’estero e che, oltre a rendere disponibile materiale protetto da copyright, lo utilizzano per effettuare una raccolta pubblicitaria. Sarebbe utile, lo dico da tempo, una normativa forte, volendo simile al modello francese (interruzione del servizio Internet per i “recidivi” del download illegale, ndr), che impedisca l’utilizzo in rete di contenuti protetti”




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