I cellulari sono radioattivi o sono sicuri? Dagli usa arrivano degli studi

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Guidare e mandare SMS è molto più probabile che possa uccidervi rispetto alle radiazioni dei cellulari. Allora, perché stiamo ancora parlando delle radiazioni? I timori che le radiazioni a bassa energia emesse dai telefoni cellulari potessero causare il cancro sembrano aver cominciato a farsi sentire sempre più spesso da quando i cellulari sono diventati parte del nostro vivere quotidiano.

Recentemente si torna a parlare di quest’aspetto, soprattutto negli stati uniti, all’indomani di due studi pubblicati da autorevoli enti. Ovviamente, ognuno dei due parla dell’esatto opposto.

I pezzi presi in considerazione dal sito theverge(fonte del nostro articolo) sono:

  • Un articolo su The Nation chiamato “Big Wireless” – all’interno del quale si dice come le radiazioni emesse dai cellulari non siano causa di cancro
  • Ed uno studio del governo americano che ha recentemente fatto un esperimento su alcuni ratti esposti a enormi dosi di radiazioni da cellulare, questi ratti avrebbero poi maturato una rara forma di cancro.

Cosa dice l’articolo di The Nation? Che le radiazioni non sono pericolose

La maggior parte delle prove scientifiche afferma che le radiazioni dei cellulari non danneggiano gli esseri umani, secondo la Food and Drug Administration, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, i nostri cellulari hanno molte più probabilità di ucciderci quando li guardiamo mentre guidiamo.

E la parola “radiazione” che, combinata ad un qualcosa che non possiamo ‘toccare con mano’ o ‘controllare’ diventa una perfetta ricetta per la paura, sempre secondo la fonte.

I cellulari emettono radiazioni: vero

È vero che i cellulari emettono radiazioni. E la parola radiazione è un termine spaventoso per molte persone, a causa delle orribili conseguenze degli incidenti nucleari e delle fotografie delle vittime delle bombe nucleari che gli Stati Uniti lanciarono le due bombe atomiche sul Giappone durante la seconda guerra mondiale.

Le persone quando sentono la parola “radiazioni” associano subito questo termine alle esplosioni nucleari e alla bomba, dice Geoffrey Kabat, un epidemiologo del cancro presso l’Albert Einstein College of Medicine e autore del libro “Getting Risk Right”.

C’è una vasta gamma di tipi di radiazioni, e molte cose innocue emettono radiazioni – come banane, noci brasiliane e ripiani in granito, secondo l’ospedale pediatrico di Cincinnati.

Il tipo di radiazione che esce dai nostri cellulari non è la stessa radiazione emessa da ricaduta nucleare o raggi X. La radiazione del cellulare, nota anche come radiazione a radiofrequenza, è molto più debole, quindi non può causare lo stesso tipo di danno cellulare che può portare al cancro. Ovviamente riportiamo sempre cosa dice la fonte dell’articolo ‘the nation’.

Nessuno, infatti, può davvero spiegare come esattamente le radiazioni dei cellulari causino il cancro, afferma Christopher Labos, cardiologo e biostatista alla McGill University.

Utilizzare il cellulare alla guida è più pericoloso delle radiazioni

Sempre secondo questi esperti americani i pericoli della guida con cellulare sarebbero una fonte di morte superiore a quella che possa causare la possibile radiazione da cellulare.

Fa notare la fonte dell’articolo:

se qualcuno venisse danneggiato dalle radiazioni dei loro cellulari, tuttavia, ciò farebbe notizia perché la novità attira l’attenzione della gente.

Continua il sito:

Se volessi attirare l’attenzione di un lettore, potrei parlare su un ipotetico titolo di questo tipo Per la prima volta, la radiazione da cellulare causa il cancro al cervello negli umani.

Conclude il sito:

E’ difficile dimostrare che la radiazione del cellulare non causi danni. Ci sono troppe combinazioni di geni, esposizioni ambientali, modelli di utilizzo del cellulare, oltre a una buona dose di casualità da considerare. 

Lo studio americano su dei ratti dimostra che i cellulari sono radioattivi

Di tutt’altra idea è uno studio effettuato dal governo usa circa le radiazioni emesse dai cellulari e dal fatto che esse possano procurare il cancro.

Negli USA sono stati fatti degli esperimenti su dei ratti, in tutto 2.448, esposti a radiazioni Gsm da 1.8 GHz, quelle delle antenne della telefonia mobile per intenderci.

Questi ratti sono stati sottoposti dalle radiazioni esporte per 19 ore delle 24 totali che compongono una giornata. Sono state usate inoltre dosi simili a quelle che ritroviamo nel nostro ambiente di vita e di lavoro, di 5, 25 e 50 V/m. Questi livelli sono stati studiati per mimare l’esposizione umana generata da ripetitori, e sono molto più basse rispetto a quelle usate nello studio statunitense.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Environmental Research. e hanno dimostrato come i cellulari provocherebbero tumori.

Dunque essere esposti in maniera continua e costante (per 19 ore al giorno) a una dose di 50 Volt/metro può essere dannoso, almeno in base ai risultati ottenuti sugli animali.

Gli attuali limiti di esposizione, sottolineano gli autori dello studio, sono pari a 20 Volt/metro per il campo elettrico.

Si tratta però di valori che vengono misurati come media sulle 24 ore, ha spiegato a WIRED Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Area ricerca dell’Istituto Ramazzini, a capo dello studio, “mentre picchi di 50 Volt/metro sono plausibili e si verificano spesso. L’intensità delle emissioni utilizzate per lo studio è dell’ordine di grandezza di quella delle esposizioni ambientali più comuni in Italia”.

Amici, come al solito ci sono dei pareri discordanti in materia. Sicuramente la verità è nel mezzo, cosi come tutte le cose.

Voi che ne dite?


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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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