I cellulari esplodono per davvero?

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E’ stato su tutti i notiziari per un bel po’. Quando si parla del Note 7, ormai tutti pensano al tipico rumore: boom! Ma è davvero così che succede?

I nostri cellulari sono particolarmente avanzati, ma possono scoppiare in una marea di fiamme e scintille come succede nei film? Ecco qualche interessante nozione che vi farà capire come funzionano questi meccanismi

Prima di tutto, cosa causa la reazione? La batteria naturalmente. Con gli anni, i nostri piccoli dispositivi hanno bisogno sempre più d’energia elettrica e longevità. Le batterie vengono ovviamente aggiornate negli anni, ma il loro principio funziona sempre con una reazione chimica, tramite il Litio.

Il catodo e l’anodo sono i componenti principali che costituiscono il positivo ed il negativo. Questi sono divisi con una membrana, per fare in modo che non vi sia una reazione simile al corto (ed è anche per questo che non bisogna mai incrociare il positivo con il negativo).

Cosa succede quando la membrana deperisce nel tempo o è semplicemente difettosa?

La reazione chimica è molto rapida e scatena un forte aumento di temperatura. Diverse contromisure sono preinstallate nella batteria per evitare ogni tipo di disastro: questo causa, ad esempio, un rigonfiamento della batteria per contenere l’espansione termica e l’eventuale violenta (e finale) reazione.

Ma ammettiamo che tutto va storto: la reazione chimica aumenta la temperatura a livelli esagerati e riesce a rompere la batteria.

Il risultato?

Una lingua di fiamme molto intensa, seguito forse da qualche intenso fischio e una batteria che una volta messa a fuoco non si spegnerà prima di qualche manciata di minuti.

Tutto qui, nessuna esplosione.

Ma allora il caso del Note 7 è ritenuto esagerato? In parte sì, ma dobbiamo considerare la presenza delle batterie integrali, ovvero quelle che non si possono cambiare.

Anche se sono fatte apposta per evitare eventi come questi (Sono rivestite meglio, in genere) sono comunque più compresse all’interno del case chiuso ermeticamente: questo può causare una piccola esplosione, anche se non sempre.


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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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