Liz Reid, responsabile di Google Search, ha recentemente dichiarato che le AI Overviews stanno migliorando la qualità dei clic degli utenti, anche se il numero complessivo di clic potrebbe diminuire. Questa affermazione arriva in un momento in cui Google sta integrando sempre più l’intelligenza artificiale nei suoi risultati di ricerca, offrendo risposte sintetiche e dirette alle query degli utenti.
Google AI: più qualità, meno rimbalzi
Elizabeth Reid, in un’intervista rilasciata al Financial Times, ha sottolineato che gli utenti che cliccano sui link presenti all’interno delle AI Overviews tendono a permanere più a lungo sui siti, evitando i cosiddetti rimbalzi: clic su pagine che si rivelano non pertinenti e vengono subito abbandonate. Secondo Reid, questo miglioramento è dovuto al fatto che le sintesi AI riducono “l’attrito nella ricerca”, stimolando un’esplorazione più approfondita e consapevole da parte dell’utente.
Risposte più ricche per domande più complesse
Uno dei vantaggi principali evidenziati da Reid è la capacità dell’intelligenza artificiale di gestire domande articolate. Se una query è complessa, spesso è difficile trovare una singola pagina che affronti ogni aspetto in modo esaustivo. Con le AI Overviews, Google spezza la domanda in sotto-quesiti e cerca fonti diverse per offrire una risposta più completa e sostanziale. Questo processo consente di portare alla luce contenuti più approfonditi e specializzati che, altrimenti, potrebbero rimanere sommersi nei risultati tradizionali.
Le AI Overviews spingono CTR più alti?
Secondo Reid – e anche secondo Sundar Pichai, CEO di Alphabet – i contenuti e i link presenti all’interno delle AI Overviews registrano tassi di click-through (CTR) più elevati rispetto a quelli nei risultati tradizionali. Tuttavia, non tutti concordano con questa visione: alcuni osservatori notano che, da quando Google ha lanciato questa funzione a maggio, il traffico verso molti siti (come Chegg) è in calo, insieme ai ricavi. La discussione resta quindi aperta.
Pubblicità nelle AI Overviews: nuove opportunità
Un’altra area in cui Google vede potenziale è la pubblicità. Reid ha affermato che ci sono molte opportunità per inserire annunci sopra, sotto o all’interno delle AI Overviews, ma sempre tenendo conto dell’intento dell’utente. Se la ricerca è di tipo commerciale, è più probabile che compaiano annunci. Se invece si tratta di una richiesta informativa, Google tende a limitarne la presenza. L’obiettivo è rendere la pubblicità contestuale e utile, senza invadere l’esperienza dell’utente.
Il futuro della ricerca sarà personalizzato e multimodale
Secondo Reid, la direzione verso cui si muove Google è chiara: rendere la ricerca più personale ed efficace, tenendo conto di come l’utente apprende meglio – tramite testo, immagini o video – e offrendo un’interazione più fluida, anche in caso di domande successive. Nonostante ciò, ha precisato che Google Search non diventerà un chatbot stile ChatGPT: resterà uno strumento per organizzare le informazioni, piuttosto che simulare una conversazione umana.
I giovani cambiano le regole: più domande, più immagini
Infine, Reid ha osservato che le nuove generazioni stanno cambiando il modo di usare Google: pongono domande più lunghe, più complesse e più sfumate. Inoltre, cresce l’uso di ricerche multimodali, dove testo e immagini si fondono nella stessa richiesta. Non si tratta più solo di cercare “cosa c’è in questa foto”, ma di combinare visuale e linguaggio per ottenere risposte più ricche e precise
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