Google aveva già preannunciato la novità all’inizio di maggio e adesso lo ricorda con un messaggio popup a video quando si tenta di accedere ad alcuni dei suoi servizi, Youtube in primis. Bisogna attivare sui propri account Google la Verifica in due passaggi.
Verifica in due passaggi: Google la attiverà per tutti entro fine 2021
Google ha deciso. Bisogna che gli utenti attivino la verifica in due passaggi, nota anche come autenticazione a due fattori (2FA). E lo devono fare entro fine anno. Ma cos’è questa autenticazione a due passaggi? Cosa significa? Lo spieghiamo di seguito per chi non mastica molto l’informatica e queste nuove tecnologie.
Cos’è la verifica in 2 passaggi?
La verifica in 2 passaggi è una funzionalità offerta da un grande numero di servizi online (come appunto Google, Facebook, Instagram e altri colossi del genere) e aggiunge un ulteriore livello di sicurezza al processo di login dell’account, richiedendo all’utente di indicare 2 forme di autenticazione.
In aggiunta al nome utente e alla password, infatti, dovrete inserire un codice che Google (o un altro fornitore del servizio) vi invierà tramite un messaggio SMS o un messaggio vocale al momento dell’accesso. Questo riduce drasticamente le probabilità che i dati personali del vostro account Google possano essere rubati da qualcun altro. Perché? Questo perché gli hacker dovrebbero non solo riuscire a ottenere la vostra password e il vostro nome utente, ma anche essere in possesso del vostro cellulare.
Google: entro il 2021 obbligatoria la verifica a due fattori
Tornando all’argomento principale del post, Google quindi ha deciso che tutti dovremo passare a questo tipo di protezione. Entro la fine dell’anno 2 milioni di account YouTube appartenenti a creatori di contenuti (dunque non a semplici fruitori) saranno obbligati ad adottare l’autenticazione a due fattori, ma essi non saranno i soli.
Non solo i creators di Youtube, ma anche gli “utenti comuni”, anche quelli in possesso di una “semplice” email di Gmail. L’obiettivo finale, naturalmente, è rendere questa pratica attiva di default convincendo tutti della sua bontà; evidentemente, però, Google non si fida dell’adesione volontaria dei propri utenti, e preferisce costringerli.
Ecco il messaggio che viene mostrato agli utenti Creators di Youtube:












