Google cambia ancora le regole di Gemini e, nelle prossime settimane, modificherà in modo significativo l’accesso ai modelli per gli utenti gratuiti e per chi ha scelto il piano più economico. La novità arriva a pochi giorni dall’annuncio di Gemini 4 Argon e riguarda sia la disponibilità dei modelli sia alcune funzioni avanzate in arrivo sull’app desktop.
Nel frattempo, emergono anche indizi su una nuova opzione molto delicata per la versione desktop su macOS: l’accesso completo al disco, una funzione che permetterebbe agli agenti AI di intervenire in modo molto più profondo sui contenuti del computer.
Gemini limita i modelli nei piani Free e Plus
Secondo quanto comunicato da Google, dal prossimo 9 ottobre il piano gratuito perderà l’accesso ai modelli Pro. Al momento, nel selettore compaiono Gemini 3.5 Flash-Lite, Gemini 3.6 Flash e Gemini 3.1 Pro, ma per gli utenti senza abbonamento resterà soltanto Gemini 3.5 Flash-Lite. Continuerà invece a essere disponibile il ragionamento esteso.
La stretta coinvolge anche Google AI Plus, l’abbonamento da 4,99 euro al mese. In questo caso gli utenti potranno usare solo i modelli Flash e Flash-Lite, mentre per accedere ai modelli Pro sarà necessario passare a Google AI Pro, da 21,99 euro al mese, oppure a Google AI Ultra, da 99,99 euro al mese.
Con i piani più costosi sarà disponibile anche il ragionamento profondo, indicato da Google come Deep Think. L’azienda invierà una email agli abbonati interessati per spiegare nel dettaglio cosa cambierà e da quando.
Più controllo sul “livello di impegno” dei modelli
Un’altra novità riguarda la possibilità di scegliere il livello di impegno dei modelli, impostabile su basso, medio o alto. Questa opzione dovrebbe migliorare la qualità delle risposte e rendere più efficace il completamento dei compiti, ma avrà anche un impatto maggiore sul consumo del limite disponibile. In pratica, più il modello lavora a fondo, più velocemente si esauriscono le risorse assegnate.
Si tratta di un cambiamento che rende l’esperienza più flessibile, ma anche più stratificata: chi vuole funzioni avanzate dovrà accettare limiti più rigidi oppure salire di piano. Google sta quindi separando in modo sempre più netto l’uso base da quello professionale, con una conseguenza evidente per chi utilizza Gemini in modo intensivo ogni giorno.
Su macOS arriva l’accesso completo al disco
La seconda novità scoperta da TestingCatalog riguarda l’app desktop per macOS. Google starebbe preparando una funzione che consente agli agenti AI di ottenere l’accesso completo al disco, un permesso particolarmente esteso che apre a operazioni automatiche molto più ampie rispetto a quelle attuali.
Con questo livello di autorizzazione, Gemini potrebbe leggere, creare, modificare o eliminare file in qualsiasi posizione del Mac, non solo nelle cartelle già collegate. Potrebbe inoltre inviare e ricevere dati via rete senza dover chiedere approvazione per ogni connessione, oltre a interagire con altre app come Mail, Safari o Messaggi per eseguire azioni al loro interno.
Nonostante ciò, alcune operazioni resteranno protette: prima di acquistare prodotti, creare account, accettare termini legali o modificare informazioni sensibili, Gemini dovrà comunque chiedere il consenso dell’utente. Proprio la portata di questi permessi rende la funzione potenzialmente utile ma anche delicata, motivo per cui Apple dovrebbe introdurre controlli aggiuntivi per gestirla in modo più sicuro.
