Il colosso Google starebbe pensando di introdurre all’interno del suo browser Chrome (che al momento è il browser più utilizzato al mondo) un sistema di ad-blocking, cioè di blocco delle pubblicità, che dovrebbe aiutare chi visita pagine web piene zeppe di pubblicità e di spot “invadenti”.
Lo scrive il Wall Street Journal, famoso quotidiano internazionale pubblicato a New York negli Stati Uniti, secondo cui la novità riguarderebbe sia la versione di Chrome per computer, sia quella utilizzata su sistemi operativi mobile, per smartphone e tablet.
Google: blocco delle pubblicità invasive
Certo, è d’obbligo una premessa. Google è proprietaria di AdSense, il network pubblicitario più famoso al mondo, e per questo motivo non è suo interesse bloccare ogni tipo di pubblicità, è logico.
Il sistema, quindi, non bloccherebbe in toto le pubblicità, ma bloccherebbe solo quelle ritenute “inaccettabili” perchè troppo invasive. Nel dettaglio si tratta degli annunci pop-up, cioè delle finestre pubblicitarie che appaiono all’improvviso quando meno ve l’aspettate e che riducono drasticamente l’esperienza utente.
Ad essere bloccati sarebbero anche gli spot a schermo intero che precedono la visualizzazione di un sito; dei video pubblicitari la cui riproduzione parte in automatico.
Stando sempre alle indiscrezioni del giornale amerciano Google potrebbe decidere di bloccare le singole pubblicità inaccettabili, oppure agire in modo più drastico, bloccando la visualizzazione di tutti gli spot sui siti che fanno uso anche delle inserzioni invadenti in modo da convincerli a rinunciarvi.
Il colosso del web, al momento, è in collaborazione con la Coalition for Better Ads e, logicamente, non sono previste rimozioni in toto delle pubblicità, ma solo quelle invasive. In poche parole spot più selezionati, meno invadenti e quindi più graditi al pubblico.
Un portavoce di Google dichiara:
Non commentiamo le speculazioni. Stiamo lavorando a stretto contatto con la Coalition for Better Ads e il settore pubblicitario per esaminare i diversi modi in cui Google e altri membri della Coalizione potrebbero supportare gli standard di Better Ads.












