Ogni versione di Google Chrome aggiunge qualcosa, spesso però i cambiamenti non sono solo per dare un servizio agli utenti. Almeno, così la pensano alcuni giganti della tecnologia che giusto di recente hanno voluto puntare il dito verso il browser più usato del mondo, specificando che l’ultima funzione aggiunta (chiamata Idle Detection API) è creata appositamente per spiare meglio l’utente.
Chrome spia gli utenti tramite Idle Detection API?
Non è infatti la prima volta che questo browser viene accusato di spiare chi ne sta facendo uso. Ad esempio, è ancora famoso il caso del Google FLOC, un sistema ancora in via di sperimentazione che includerebbe un circuito pubblicitario all’interno del Browser.
Giustamente, questo significa che in futuro vi sarà una sorta di “pubblicità privilegiata” che sarà impossibile da bloccare, poiché integrata direttamente all’interno del Browser. Il modo in cui FLOC funziona è tramite l’analisi approfondita delle abitudini di navigazione dell’utente.
cos’è Idle Detection?
Perciò, da qui nasce di nuovo l’allarme: ma cos’è questo Idle Detection? Detto in parole povere, è qualcosa di davvero semplice. Questa funzione permette ai siti web di capire quando l’utente non è allo schermo del proprio PC. Il modo in cui è capace di capirlo è semplicemente tramite l’assenza di alcuna attività per un certo periodo di tempo.
Questo sistema è stato creato attualmente per tanti motivi: fa comprendere quando una persona si è allontanata da una videoconferenza (per riunioni e classi in DAD) e può aiutare a far comprendere il sistema quante volte l’utente si ferma in un particolare punto della pagina.
Chiaramente ci sono alcune utilità che possono estendersi su più campi. Il problema è che alcuni di questi possono essere sia di natura pubblicitaria o addirittura di natura malevola, fatta appositamente per spingere la persona a rimanere attaccata allo schermo per compiere una determinata azione.
Specifichiamo subito una cosa che magari non è chiara: un sito che vuole fare uso di questa funzione chiederà attualmente il permesso di capire quando l’utente non è più davanti lo schermo. Perciò, si può anche rifiutare il permesso, non facendo mai capire al sito o al servizio quando qualcuno ha lasciato il proprio PC.
Questa è certamente una funzione piuttosto contestata. Ma non è detto che non verrà applicata su altri Browser, meno naturalmente quelli più dedicati alla Privacy dell’utente come Firefox. Ma come già detto, non si tratta d’una funzione particolarmente pericolosa. Più che altro, rischia di rendere la vita di qualcuno più scomoda – anche se ben detto, fatta la legge, trovato l’inganno: ci sono sempre programmi ed estensioni apposite per falsificare la presenza d’una persona al PC.
