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Film 4K protetti: 5 milioni di dollari di multa

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Un famosissimo proverbio dice: fatta la legge, trovato l’inganno. Trasportato ai nostri giorni e più in particolare alla tecnologia sarebbe => fatta la protezione, trovato il sistema per aggirarla.

Insomma, quando si parla di computer, niente è veramente sicuro. Ogni giorno ne sentiamo di tutti i colori. Quando si parla di pirateria, poi, non si può far a meno ci citare i produttori di musica e film che per anni hanno combattuto la pirateria.

Nel lontano 2002 fece scalpore un ragazzo norvegese di nome Jon lech Johansen, soprannominato DVD Jon, che, assieme ad altri colleghi sviluppò il software DeCSS(software libero che permette di fruire del contenuto di un DVD senza utilizzare un lettore proprietario; il suo funzionamento è basato sul reverse engineering dell’algoritmo di cifratura dei DVD).

Il ragazzo fu implicato in una lunga serie di processi e alla fine venne giudicato innocente, ma ora le cose sono molto cambiate.

Guerra alla pirateria!

I danni economici causati dalla piraterta hanno reso molto più agguerriti i colossi che ci investono soldi e Ace Deal l’ha fatta grossa. Questa piccola azienda californiana ha messo in vendita un lettore in grado di superare la protezione HDCP (High-Bandwidth Digital Content Protection) applicata ai film su Blu-ray e in formato 4K.

Questo sistema di protezione era stato messo a punto da DCP, società controllata nientemeno che da Intel. Si tratta di un metodo che dovrebbe essere sicuro, ma evidentemente non è perfetto visto che tale protezione è stata superata. La cosa non ha fatto arrabbiare solo Intel ma anche Warner Bros e insieme i due colossi hanno fatto causa a Ace Deal.

Negli USA, la pirateria è una cosa seria e la piccola azienda non ha potuto fare molto per difendersi. Ace Deal si è quindi dichiarata colpevole di aver violato il DMCA che è la legge americana sulla protezione del copyright. Dichiararsi colpevole però non è stato sufficiente a placare le ire delle multinazionali che hanno preteso anche lauto risarcimento

Quanto? 5 milioni di dollari

Ma vale ancora la pena piratare?

Beh, bisogna dire che la morsa intorno alla piraterta è sempre più stretta, d’altro canto ormai con i servizi di video e musica in streaming è possibile guardare film e ascoltare brani pagando quote di abbonamento impensabili fino a qualche anno fa. Vedi per esempio Netflix.

Vale la pensa rischiare per pochi euro? Evidentemente c’è chi lo fa per piacere e per dimostrare la sua bravura!


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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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