La tecnologia cambia, ma le vecchie dicerie e consigli su come mantenere il nostro Smartphone in salute non smettono mai di circolare in rete. E’ questo il problema: anche se i componenti aggiornati non hanno più bisogno di particolari accorgimenti, le istruzioni per quelle vecchie procedure sono considerate ancora valide e continuano ad essere presenti nella galassia del web.
Eliminiamo qualche mito comune più diffuso sugli smartphone.
I miti sugli smartphone da sfatare
Le batterie hanno sempre bisogno del ciclo: sbagliato!
Le batterie, al giorno d’oggi, non hanno bisogno di quel famoso “reset” che era dedicato invece alle batterie più vecchie. Perché sì: anni fa bisognava farlo per evitare un così chiamato “effetto memoria”, un difetto insito in ogni batteria prima dell’arrivo delle Li-ion e Li-Polymer.
Queste ultime tecnologie non subiscono l’effetto memoria (piuttosto è il chip interno dei cellulari a causare qualche problema, nel caso) e possono essere caricate a qualsiasi percentuale. L’unico problema è sempre la temperatura, per questo a volte è consigliato ricaricare queste batterie già ad iniziare dal 40%: per diminuire il rischio d’un aumento eccessivo della temperatura per un tempo di ricarica prolungato.
Chiudi le App, o ibernale sempre tutte: dipende!
Ma chiuderle tutte a prescindere è sbagliato. Per quanto alcune apps possono lavorare in background, non sempre sono completamente attive. Sì, Android è stato uno degli ultimi ad ottimizzarsi per bene su quest’aspetto, mentre iOS dell’Apple aveva già diverse ottimizzazioni in regola.
Tuttavia, in entrambi i sistemi operativi chiudere i programmi risulterà solamente in un tempo maggiormente prolungato d’avvio ed un consumo di batteria maggiore visto che la CPU deve investire più potenza nell’App.
Ibernare continuamente programmi è invece qualcosa di relativo, specialmente con l’ultimo update di Greenify che controlla quali App sono inattivi in Background di suo o sono semplicemente fermi nello Cache, in memoria. Alcuni programmi infatti possono rimanere in questo stato di “Zero attività” dove ibernarli è inutile.
L’Ibernazione richiede pur sempre un po’ di CPU, perciò è anche bene risparmiare il tempo perso in questo aspetto.
Caricare lo smartphone tutta la notte, danneggia la batteria: falso!
Non è vero, perchè le batterie moderne sono molto intelligenti: quindi, quando la percentuale raggiunge il 100%, lo smartphone smette di ricaricarsi per non andare in sovraccarico. Ne abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo.
Il telefono non va usato durante la ricarica: falso!
Non ci sono rischi per coloro che usano il telefono mentre è attaccato ad una presa di corrente. A meno che, ovviamente, non siano immersi nella vasca da bagno 🙂 o in altre situazioni al “limite”.
La geolocalizzazione consuma la batteria: eh si.
Le applicazioni che richiedono la localizzazione geografica sicuramente richiedono un consumo energetico superiore al normale, ma non è vero che intaccano il buon funzionamento delle batterie degli smartphone. Dipende sempre dai casi. Controllate tutte le app e disabilitate la geolocalizzazione per quelle che non vi servono!
Mettendo lo sfondo nero la Batteria dura di più: in parte vero!
Bene, occorre fare delle precisazioni rispetto a ciò: In effetti un wallpaper nero può pesare meno sulla batteria. Dipende dal tipo di schermp. Se si dispone di display a LED (quindi anche Super AMOLED, AMOLED e OLED) si, si risparmia. I LED non vengono illuminati e rimanendo quindi spenti e consumando così meno energia.
Se il display è LCD, invece, in questo caso l’affermazione in questione è completamente falsa ed anche il nero del display verrà illuminato (ecco perchè gli schermi LCD non mostrano neri intensi e profondi) per buona pace della batteria che dovrà fornire energia in egual modo, nero o colorato che sia il display.
Non usate mai alimentatori diversi da quello originale: non del tutto falso, ma nemmeno completamente vero. La verità è che al giorno d’oggi abbiamo a che fare con due principali funzioni di ricarica: quella veloce (solitamente chiamata Quick Charge) e l’Adattiva (Adaptive Charge).
Il Quick Charge in particolare viene con le sue versioni, che devono essere rispettate dall’alimentatore e dal cellulare. Del resto, un alimentatore usb 5V / 1.5A / 2A può comunque fare il suo dovere, specialmente perché molti cellulari (anche molto vecchi) hanno una funzione che controlla da sé il livello di voltaggio (5V al di sotto del 89%, 2.5 sopra il 90%) anche se l’alimentatore non supporta le funzioni gestite dallo Smartphone.
Ovvio, se andate a comprare alimentatori da un paio d’euro che hanno una spina retrattile e non hanno una marca d’alcun tipo “MP3 Charger non è certo una marca!” il rischio c’è, anche se non sempre evidente.












