Home Apple False richieste di garanzia? Apple brevetta un metodo

False richieste di garanzia? Apple brevetta un metodo

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In molti casi Apple ha negato la copertura della garanzia sui dispositivi iOS Apple con danni causati dall’acqua.

Gli attuali metodi di rilevazione si basano su degli adesivi di colore bianco o argento che, a contatto con l’acqua, virano la tinta verso il rosso.

Il problema è che tali dispositivi possono essere soggetti a falsi positivi e, magari, cambiare colore anche per un’umidità eccessiva.

Se doveste portare il vostro iPhone, iPod o iPad in un Genius Bar, ad esempio, la prima cosa che farebbero gli operatori sarebbe guardare nell’entrata jack per le cuffie e nel connettore dock in cerca di cambi di colore che segnalino l’avvenuto contatto con l’acqua.

Stessa situazione per gli iDevice che il corriere viene a prendere direttamente a casa: i tecnici Apple controllerebbero in questo caso non solo i due punti succitati, ma anche degli adesivi posti internamente al terminale.

È chiaro che in caso di un adesivo rosso-rossastro, la garanzia del terminale risulterebbe nulla seduta stante. Per questo motivo è molto importante che il sistema di rivelazione sia affidabile e sicuro.

Il brevetto di cui parliamo, chiamato “Meccanismi per rilevare l’esposizione a liquidi in un dispositivo elettronico”, si basa su un sistema elettronico che utilizza una colla idrosolubile.

In una delle potenziali soluzioni che Apple propone troviamo un “meccanismo di rivelazione per immersione” integrato tra i componenti interni del dispositivo.

Il sensore è immerso in una colla idrosolubile che fa da ponte a due contatti elettrici (FIG 3A). Nel caso in cui il meccanismo fosse esposto all’acqua, la colla si scioglierebbe e il sistema rivelerebbe un cambio di impedenza nel collegamento (circuito aperto – FIG.3B), segnalandolo a un processore interno per un futuro controllo

Un altro potenziale metodo impiega diversi sensori per l’acqua sistemati e connessi in un array.

In questo scenario sarebbero presenti delle viti con l’anima collegata a uno strato conduttivo e la testa in contatto, tramite la stessa colla conduttiva e idrosolubile, ad un altro conduttore. La colla, sciogliendosi a contatto con l’acqua, indebolirebbe la connessione con il risultato di una variazione d’impedenza, registrata e segnalata al momento opportuno.

La richiesta di brevetto è stata registrata nell’agosto dello scorso anno e porta il nome di Timothy M. Johnson.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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