Una nuova truffa online sta sfruttando un sito che imita quasi perfettamente quello della Polizia Postale per ingannare gli utenti. Secondo i ricercatori di sicurezza di D3Lab, la campagna punta a convincere la vittima che sia necessario cambiare SIM con una versione più sicura, ma in realtà serve a sottrarre dati personali e informazioni di pagamento.
L’attacco parte da email o SMS contenenti un link malevolo. Una volta aperta la pagina, tutto è costruito per sembrare credibile: grafica, testi e persino un finto controllo “non sono un robot” per far apparire il sito legittimo. Dietro questa facciata, però, si nasconde un sistema pensato per raccogliere informazioni in tempo reale.
Truffa SIM swapping e finto sito della Polizia Postale
Dopo il primo accesso, l’utente visualizza un articolo fasullo che parla di un presunto allarme SIM swapping e di migliaia di casi in aumento. Il contenuto spinge a credere che sostituire la propria scheda sia una misura di sicurezza necessaria. In questo modo i cybercriminali sfruttano la paura per portare la vittima a compilare moduli con dati come nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo di spedizione.
Il passaggio successivo è ancora più insidioso: viene richiesto un piccolo pagamento, in apparenza di 2 euro, per mantenere il numero di telefono o completare la portabilità. È qui che entrano in gioco anche i dati di carta di credito o PayPal, che vengono raccolti insieme alle altre informazioni sensibili. In pratica, la vittima consegna ai truffatori tutto ciò che serve per un possibile furto d’identità e per ulteriori frodi finanziarie.
Come avviene il furto dei dati in tempo reale
Uno degli aspetti più pericolosi della campagna è il modo in cui i dati vengono inviati al server remoto mentre l’utente li inserisce. Secondo l’analisi di D3Lab, il trasferimento avviene tramite WebSocket, una tecnica che permette ai criminali di ricevere subito ogni informazione digitata. Questo rende la truffa rapida ed efficace, perché i dati possono essere utilizzati quasi nell’immediato.
Per difendersi è fondamentale non cliccare sui link ricevuti via email o SMS, soprattutto quando invitano ad azioni urgenti o richiedono verifiche insolite. La Polizia Postale non invia questo tipo di comunicazioni con richieste di pagamento o di sostituzione SIM. In caso di dubbi, meglio accedere solo ai canali ufficiali e controllare direttamente il sito istituzionale. Inoltre, per segnalare o denunciare una truffa, oggi è possibile utilizzare anche l’app IO, un’opzione utile per intervenire con maggiore rapidità.
Come riconoscere i segnali di una frode
Ci sono alcuni elementi che dovrebbero far scattare subito l’allarme: link ricevuti senza contesto, toni pressanti, richieste di dati personali e pagamenti minimi ma sospetti. Anche un sito graficamente convincente non è garanzia di autenticità, perché i criminali copiano sempre più spesso loghi, colori e impostazione delle pagine ufficiali. Prima di inserire informazioni sensibili, conviene verificare con attenzione l’indirizzo web e cercare conferme da fonti affidabili.
In questo caso la prudenza è essenziale: una sola distrazione può esporre a furto di dati, accessi non autorizzati e truffe successive. Restare diffidenti verso messaggi inattesi e controllare sempre l’origine delle comunicazioni è il modo migliore per ridurre il rischio. La sicurezza online passa anche da piccoli gesti, ma fatti con costanza.












