Google Inc. è un’azienda statunitense che offre servizi online, principalmente nota per il motore di ricerca Google, per il sistema operativo Android e per una serie di servizi via web come Gmail, Google Maps, YouTube e molti altri.
Di quest’azienda si sa praticamente tutto tranne alcune curiosità che sicuramente non sapete.
Eccone alcune:
- Google costruisce da se i propri server. Ha bisogno di cosi tante macchine che è diventata il 5° produttore mondiale di PC.
- Il primo Doodle risale al 98 ed è stato pubblicato in onore di Burning Man Festival. Originariamente doveva servire per far sapere che i due fondatori (Page e Brin) non sarebbero stati reperibili per una settimana
- Eric Schmidth, CEO di Google, ha richiesto che tutto ciò che lo riguardasse venisse rimosso dall’indice Google, ma siccome ciò era contro le regole è rimasto tutto li
- Google spende 72 milioni di dollari all’anno per servire pasti gratuiti dei molti ristoranti presenti nel campus che ospita l’azienda.
- L’homepage è tanto spartana perché Page e Brin non ne sapevano un granché di HTML. Non è vero che fossero dei sostenitori del minimalismo
- Il pulsante “Mi sento fortunato” costa a google 110 milioni di dollari. In effetti “Mi sento fortunato” non produce dei costi, piuttosto dei mancati ricavi. Si, perchè quando eseguite una ricerca e cliccate su tale bottone, venite trasportati direttamente sulla pagina che Google ritiene sia più pertinente, senza prima aver attraversato la SERP che contiene gli altri 9 risultati.
- Il nome Google di fatto nasce da un errore di trascrizione del termine googol ai tempi della registrazione del dominio, ed è stato scelto perchè rappresentava il numero di pagine che Page e Brin sognavano di indicizzare. A Kasner si deve anche il nome degli uffici di Google, i Googleplex, da googolplex, un 1 seguito da un googol di zeri.
- Il primo tweet di Google è stato “I’m 01100110 01100101 01100101 01101100 01101001 01101110 01100111 00100000 01101100 01110101 01100011 01101011 01111001 00001010“, che vuol dire “mi sento fortunato” in linguaggio binario, la lingua delle macchine












