Nel 2024, ben 2,8 milioni di italiani sono stati vittime di truffe o tentativi di frode legati al commercio elettronico, con perdite economiche complessive superiori ai 500 milioni di euro. Il fenomeno registra una crescita costante, segnando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da uno studio condotto da mUp Research e Norstat per conto di Facile.it.
Truffe online: siti falsi, email e social tra i canali più usati dai cybercriminali
L’indagine, svolta tra dicembre 2024 e gennaio 2025 su un campione rappresentativo della popolazione italiana, ha approfondito non solo la diffusione delle frodi online, ma anche i canali preferiti dai truffatori e il profilo tipico delle vittime.
Secondo i dati dell’indagine di Facile.it in collaborazione con mUp Research e Norstat, il principale strumento utilizzato dai truffatori resta il sito web contraffatto, che è stato impiegato nel 39,4% dei casi di truffa o tentativo di frode. Seguono le email ingannevoli, protagoniste del 30,3% degli episodi analizzati, e i social network, attraverso i quali avviene una frode su quattro (25,8%). Anche le app di messaggistica istantanea, come WhatsApp e Telegram, sono sempre più usate per raggirare gli utenti, con un’incidenza del 15,9%.
I profili più colpiti: giovani e laureati nel mirino
Contrariamente all’idea diffusa che siano soprattutto gli anziani a cadere vittima di questi raggiri, lo studio mostra che i più esposti risultano essere i consumatori giovani. Le fasce d’età tra i 25 e i 34 anni e tra i 45 e i 54 anni superano entrambe l’8% di incidenza, a fronte di una media nazionale del 6,7%.
Un altro dato interessante riguarda il livello di istruzione: le vittime con un titolo universitario risultano essere le più colpite, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media generale. A livello territoriale, l’area geografica maggiormente interessata dalle truffe è il Nord Ovest, dove il fenomeno coinvolge il 7,5% della popolazione.
Dopo la truffa, quasi metà degli italiani sceglie di non denunciare
Uno degli aspetti più critici emersi dallo studio è il comportamento delle vittime dopo il raggiro. Quasi una persona su due (49,2%) decide di non sporgere denuncia. Le ragioni sono diverse: il 38,5% ritiene inutile denunciare perché pensa di non poter recuperare il denaro perso, mentre il 24,6% non lo fa perché il danno economico è considerato troppo basso.
Non mancano però motivazioni legate alla sfera emotiva. Il 16,9% delle vittime non denuncia perché si vergogna di essere stato ingannato, e il 9,2% preferisce non raccontare nulla ai familiari. Questi numeri sottolineano l’urgenza di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di denunciare sempre, anche quando il tentativo di truffa non è andato a buon fine.
Sicurezza digitale: l’importanza della prevenzione
Di fronte a un fenomeno in crescita, gli esperti ribadiscono l’importanza di adottare comportamenti prudenti in rete. Verificare l’affidabilità del venditore, diffidare delle offerte troppo allettanti, controllare che il sito abbia una connessione sicura (https) e utilizzare metodi di pagamento tracciabili e protetti sono solo alcune delle buone pratiche da seguire. Segnalare ogni episodio, anche il solo tentativo, è fondamentale per aiutare le autorità a contrastare in modo più efficace il fenomeno delle truffe online.







