E così, ecco l’ennesimo virus che può distruggere la “nostra vita mobile”. Si tratta d’un infezione che può partire da una semplice installazione d’una qualsiasi App scaricata dal Play Store, aprendo così le porte a dozzine di pericolosi programmi pronti ad invadere il nostro Smartphone. Il suo nome? Dvmap.
DVMAP: cos’è ed in cosa consiste
Ma cosa fa precisamente Dvmap? Questo è stato definito come il primo “Trojan” per Android, anche se ci sono alcune teorie che dimostrano perfettamente il contrario. Il modo in cui lavora “Trojan.AndroidOS.Dvmap.a” è su questi tre passi:
- Ottenere i permessi di Root. Se il Root non è presente, viene tentato in quattro modi diversi.
- Vengono infettate le librerie principali del sistema, sia con codice 32bit che 64 se necessario.
- A quel punto, diversi programmi vengono scaricati ed installati senza l’approvazione dell’utente.
Questo è naturalmente un meccanismo ideale per definire il Trojan: un piccolo virus che sblocca le porte del sistema operativo agli “invasori” esterni. Per installare nel modo più segreto tutti i programmi, Dvmap utilizza anche alcune librerie della Qualcomm – ottenendo così permessi fin dentro il chipset in utilizzo al cellulare.
Cosa possiamo fare al momento?
Poco e niente, Google sta lavorando al problema. Come già detto Dvmap infetta i nostri Smartphone evitando completamente i controlli del Play Store, quindi tutti i vari programmi che possiamo trovare nello store possono essere infetti e nessuno se ne può accorgere come conseguenza. Nemmeno gli antivirus più potenti che possiamo installare in Android, visto le loro limitazioni di cui ancora soffrono.
Del resto, Google ha un controllo interno (possiamo trovarlo nelle impostazioni Google del nostro cellulare) per il quale possiamo avere almeno un minimo di sicurezza…ma visto che finora Dvmap riesce a gestire le librerie in maniera drastica e senza essere mai rilevato, può darsi che altre varianti faranno in modo di disabilitare la scansione di Google all’interno di Android.
Gli esperti di Kaspersky dicono:
L’introduzione della capacità di code-injection è una pericolosa novità nel malware mobile. Poiché l’approccio può essere utilizzato per eseguire moduli dannosi anche con l’accesso root eliminato, qualsiasi soluzione di sicurezza e applicazioni bancarie con funzionalità di rilevamento root installate dopo l’infezione non individueranno la presenza del malware.
Per aggirare i controlli di sicurezza dello Store, i creatori si stavano preparando alle caratteristiche delle applicazioni e a come potesse essere il malware già dalla fine di marzo 2017.
In seguito è stato aggiornato con una versione dannosa per un breve periodo, prima di tornare a caricare un’altra versione del malware. In un periodo di quattro settimane si è fatto questo almeno cinque volte.
Se siete rimasti infetti da Dvmap, l’unica soluzione è riformattare il cellulare con il proprio firmware a portata di mano. Nel frattempo, vi diamo sempre il solito consiglio: fate sempre tutti gli aggiornamenti necessari sulla sicurezza e non installate Apps poco conosciute nel vostro cellulare!









