Permettevano di scaricare riviste e quotidiani online a costo 0. Sequestrati dalla guardia di finanza oltre 500 canali Telegram che, senza alcuna forma di abbonamento o pagamento, permettevano di accedere ai contenuti di quotidiani e riviste dei principali gruppi editoriali italiani, ma anche a palinsesti e serie televisive.
Pirateria giornali e riviste su Telegram, 8 indagati
Il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza di Roma ha sequestrato, nelle indagini coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e dal pm Carlo Scalas, ha chiuso e sequestrato 545 canali Telegram che venivano utilizzati per diffondere abusivamente copie digitali di giornali e contenuti d’intrattenimento delle piattaforme di streaming.
L’inchiesta era nata nel 2020 dalla denuncia del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia – rappresentato nel procedimento dall’avvocato Valerio Vallefuoco – all’esito di una indagine svolta con consulenti privati e finalizzata a stroncare un traffico illegale che, si legge nella denuncia, «crea danni irreparabili al sistema imprenditoriale interessato e pertanto ai giornalisti dipendenti e collaboratori delle aziende derubate».
Nonostante l’accesso ai canali fosse completamente gratuito e non richiedesse alcuna sottoscrizione, gli amministratori sono riusciti nel tempo a trarre vantaggi economici grazie alle affiliazioni tramite link ai siti di e-commerce ed alle sponsorizzazioni con banner pubblicitari che comparivano sui canali stessi.












