Il 2017 avrebbe dovuto essere lโanno del DVBT2, un “nuovo” standard di trasmissione della TV digitale destinato a succedere e a migliorare notevolmente lโattuale DVB-T che utilizziamo adesso.
Non stiamo parlando dellโinizio delle trasmissioni con questo standard, ma dellโobbligo, per i rivenditori di elettronica di consumo, di mettere in vendita solo ed esclusivamente televisori dotati di decoder DVB-T2 e HEVC in modo tale da favorirne piano piano la distribuzione
Nel 2015 la norma era stata inserita dal Governo
La norma era stata annunciata dal governo nel โDecreto Mille-prorogheโ alla fine dellโanno 2015, anche se i termini si conoscevano giร da tempo (articolo 3 del D.L. 192 del 2014)
Invece, a tre mesi dalla fatidica data del primo gennaio, ecco arrivare lโennesima manovra dilatoria fatta su misura, si direbbe, pervenire incontro alle richieste della grande distribuzione, ma che potrebbe portare non poca confusione tra i consumatori.
La nuova nota interpretativa afferma che i televisori sforniti di decoder DVB-T2 e HEVC nel 2017 non diventeranno โfuorileggeโ, ma potranno ancora essere venduti purchรฉ abbinati a un decoder esterno abilitato al nuovo standard e purchรฉ non siano stati immagazzinati dopo il 30 giugno 2016 (come previsto dal suddetto decreto)
Protesta di alcune categorie?
ร lecito supporre che la misura sia stata presa accogliendo le pressioni di alcune categorie del commercio, preoccupate di non riuscire a smaltire le scorte di apparecchi non idonei ancora giacenti nei negozi (la comunicazione del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, รจ stata indirizzata infatti a Aires, Federdistribuzione, Ancc Coop e Ancd Conad).
Piรน in dettaglio, la nota prevede per i rivenditori lโobbligo di dare โadeguata informazione al pubblico sullโalternativa di acquisto tra un apparecchio televisivo integrato con un sintonizzatore digitale conforme e un apparecchio televisivo conforme soltanto mediante lโabbinamento con un decoder esternoโ.
Stiamo parlando, ovviamente, di una conformitร a uno standard televisivo che attualmente non viene ancora utilizzato dalla grande maggioranza delle emittenti, eccezion fatta per la Pay TV Europa 7 e che quindi potrebbe apparire superfluo agli acquirenti meno informati (tanto che viene da chiedersi che fine faranno i decoder DVB-T2 esterni che verranno venduti insieme con i televisori.
Verranno messi in soffitta in attesa di poter essere utilizzati?).
Nessuna trasmissione in DVB-T2
A oggi, infatti, non solo non esistono trasmissioni in chiaro in standard DVB-T2, ma neanche piani definiti per la sua introduzione nel sistema televisivo nazionale.
La ย norma che era stata introdotta con il Milleproroghe e che ora viene aggirata con lโescamotage del Decoder esterno in bundle serviva a prevenire il rischio di un futuro, nuovo, switch off epocale, come lo รจ stato quello che si รจ svolto fra il 2008 e il 2012, con lo spegnimento delle trasmissioni analogiche.
Fissare un termine certo per il blocco delle vendite di TV โsolo DVB-Tโ mirava infatti a sfruttare il fisiologico ricambio del parco apparecchi per spianare la strada al lancio di canali ad alta definizione nel nuovo standard da parte dei principali broadcaster (Rai in testa), i quali, giustamente, non investono nella nuova tecnologia fintanto che non possono contare su un determinato numero di apparecchi presenti nelle case, atti a ricevere le nuove trasmissioni.
Ma perchรฉ รจ cosรฌ importante il DVB-T2? Quali sono le differenze con lโattuale DVB-T e perchรฉ sarร inevitabile, prima o dopo, la sua adozione
Uno standard piรน efficiente
Il vecchio DVB-T ha quasi ventโanni. ร stato definito,infatti, nel 1997 dallโETSI (European Telecommunications Standards Institute) e quindi adottato nella maggior parte dei paesi europei, tra cui lโItalia, per il passaggio dalla TV analogica a quella digitale. Il DVB-T2 nasce nel 2006 e viene ratificato due anni dopo, con lโambizione di ridurre lโimpiego di banda in trasmissione di circa il 30%.
Si tratta di uno standard โretrocompatibileโ: ciรฒ significa che un decoder DVB-T2 รจ in grado di ricevere anche programmi in standard DVB-T. Non il contrario, ovviamente.
A livello tecnico, il DVB-T2 ricalca alcune prerogative dellโomologo satellitare DVB-S2, che per contro รจ giร in uso da tempo per i canali HD. Codici di correzione degli errori (LDPC/BCH) piรน efficienti rispetto a quelli del DVB-T; utilizzo di un maggior numero di portanti (16.000 e 32.000 anzichรฉ 8.000), che permette di ridurre al minimo lโoverhead (risorse aggiuntive, ad esempio per sincronismi e protezione dagli errori, rispetto ai dati trasportati) di prefisso ciclico sulle reti a frequenza singola (SFN), con un aumento del 30 percento nella distanza tra i ripetitori senza che si verifichi interferenza (con il DVB-T il limite massimo รจ di 67 km).
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