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DAZN vuole portare in tribunale gli abbonati al pezzotto: Maxi operazione antipirateria

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Le autorità italiane hanno smantellato una vasta rete di pirateria televisiva che generava circa 3 miliardi di euro all’anno, offrendo a 22 milioni di abbonati europei accesso a contenuti rubati da servizi di streaming come DAZN, Netflix, Amazon Prime, Paramount, Sky e Disney+. L’operazione, frutto di un’indagine durata due anni, ha coinvolto quasi 300 agenti della polizia postale italiana, che hanno effettuato perquisizioni in 89 località del Paese. Parallelamente, sono state condotte ricerche nel Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera, Romania, Croazia e Cina. Due presunti capi dell’organizzazione, operanti dai Paesi Bassi, e altre 11 persone in Croazia sono stati arrestati.

Le autorità italiane smantellano rete di pirateria televisiva da 3 miliardi di euro, Dazn vuole fare causa agli utenti

DAZN ha avviato una decisa offensiva legale contro la pirateria, un fenomeno che compromette gravemente i diritti d’autore e i ricavi delle pay-tv sportive. La piattaforma, rinomata per la trasmissione di eventi di calcio, basket e altre discipline, mira a ottenere risarcimenti economici da chiunque sia coinvolto nella distribuzione o nell’utilizzo illegale dei suoi contenuti. L’indagine della Procura di Catania segna l’inizio di questa battaglia, con centinaia di responsabili già identificati e prospettive di conseguenze significative per chi ha usufruito di tali servizi irregolari.

Il piano di DAZN si articola in due direzioni principali. Da un lato, l’azienda intende costituirsi parte civile nel procedimento penale legato all’indagine catanese, rivendicando il ruolo di vittima dei danni causati dalle reti pirata. Questo approccio punta a colpire i gestori delle piattaforme illegali, spesso commercializzate come “pezzotti”, applicazioni o siti non autorizzati, che rappresentano il fulcro della pirateria organizzata.

L’aspetto più innovativo della strategia di DAZN riguarda però gli spettatori che hanno usufruito di questi servizi. La piattaforma sta cercando di ottenere dai magistrati i dati personali di coloro che hanno guardato le trasmissioni senza un abbonamento regolare. Se approvata, questa iniziativa potrebbe consentire azioni legali dirette contro migliaia di utenti finali, lanciando un messaggio inequivocabile: anche il semplice consumatore, il cosiddetto “utente finale”, potrebbe essere chiamato a rispondere delle proprie scelte illegali.

La strategia di DAZN

La strategia di DAZN nei confronti dei magistrati di Catania si articola su due obiettivi principali, complementari tra loro. Da un lato, la piattaforma potrebbe utilizzare i dati ottenuti per avviare cause civili o richiedere risarcimenti contro un campione rappresentativo di utenti che hanno usufruito illegalmente dei suoi contenuti. Questa scelta non solo avrebbe un forte impatto mediatico, ma servirebbe anche a dimostrare che la fruizione illecita di eventi sportivi comporta conseguenze reali e concrete.

Dall’altro lato, DAZN potrebbe spingere affinché la Guardia di Finanza intervenga direttamente, applicando sanzioni economiche agli utenti irregolari, come previsto dalla normativa attuale. Sebbene questa misura non sia mai stata adottata su vasta scala in Italia, la piattaforma punta a creare un precedente importante, capace di segnare un punto di svolta nella lotta contro la pirateria audiovisiva.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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