Cyber-dirottamento per l'aereo scomparso della Malaysia Airlines?

In questi giorni, dopo la scomparsa dell’aereo Malaysia Airlines i cui si sono perse le tracce da otto giorni, si sono fatte molte ipotesi e una di quelle sarebbe relativa ad un ipotetico Cyber-Dirottamento. A fare questa ipotesi(che sa tanto di fantascienza) è Sally Leivesley, ex Home Office Scientific Adviser britannico.

In un’intervista al Sunday Express, la dottoressa Leivesley, ora a capo della società di risk management Newrisk Limited, sostiene che del codice malevolo, attivato da uno smartphone, potrebbe aver bypassato i sistemi di sicurezza dell’aereo, mettendo quest’ultimo alla mercé di criminali.

Sembra sempre più probabile che il controllo di alcuni sistemi sia stato preso in modo ingannevole. Manualmente, con qualcuno che ha preso il posto del pilota automatico, o tramite un dispositivo remoto che li ha disattivati

Secondo l’esperta britannica, insomma, dei cyber-terroristi si sarebbero introdotti nei sistemi di controllo, riuscendo nell’impresa di farlo atterrare da remoto. Per compiere questo attacco sarebbe bastata

una porzione di codice maligno innescato da un telefono cellulare o tramite una chiavetta Usb e in grado di sostituirsi ai software di sicurezza del velivolo

In effetti qualcosa di simile fu dimostrato qualche anno fa al convegno Hack in the Box, il ricercatore tedesco Hugo Teso dimostrò che con un’app per Android è possibile introdursi nel software di comunicazione proprio di Boeing, modificandone traiettoria e piano di volo.

All’epoca, le aziende coinvolte nella progettazione di sistemi di sicurezza per aerei criticarono lo studioso, sostenendo che la sua dimostrazione non teneva conto delle tecnologie di cifratura a protezione proprio di questi sistemi.

Ma se sul volo MH370 avesse fatto il suo debutto un’app evoluta, in grado di scavalcarle?




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