Ultimamente alcuni sistemi operativi stanno cambiando il loro File System principale, come l’Apple con l’APFS. E la Microsoft? Ancora ferma all’NTFS, o forse no? Esiste un altro formato da tempo in uso e sperimentazione, chiamato ReFS.
Cos’è il file system ReFS di Windows
La domanda sorge sponstanea su cosa sia ReFS. Per lungo, il suo nome è Resilient File System. Essendo per l’appunto Resiliente, è creato apposta per essere una partizione regolata alla conservazione dei dati – oltre a qualche altro fattore interessante.
E’ stato introdotto in Windows Server 2012 ed è anche utilizzato in buona parte in Windows 10, anche se non in maniera integrale. Verrà usato completamente nella sua forma aggiornata nella versione “Windows 10 Pro per sistemi avanzati (O Advanced)”.
Per un certo verso il File System ReFS utilizza parte del codice della partizione NTFS, già in uso da parecchi anni. Parliamo un secondo delle differenze sostanziali, che comportano i loro vantaggi / svantaggi rispetto all’ancora popolare NTFS.
ReFS: Protegge da qualsiasi danno
Per un certo grado, il File System NTFS può tener regola dei dati corrotti o danneggiati e cercare di limitarne i danni. La partizione ReFS ha quest’aspetto in maniera più importante ed in primo piano. Per questo motivo tiene cura dei chesksum di qualsiasi file che scriviamo e leggiamo, così da mantenere in sicurezza qualsiasi informazione.
Perciò, può rilevare qualsiasi “danno” al volo e fermare l’avanzare d’ulteriori danni. Il recupero di dati e la loro relativa clonazione non richiede nessuno riavvio del sistema o lo smontaggio del drive da Windows. Questa funzione è attiva anche quando non usiamo il drive, come un controllo del disco perpetuo.
Alcuni limiti sono rimossi nel file system ReFS
Gli indirizzi per le cartelle possono raggiungere oltre i 32768 caratteri, mentre con l’NTFS c’è un limite di 255 caratteri.
Elimina inoltre la limitazione di 16 Exabytes per la partizione NTFS (Non che ci sono Hard Disk così capienti tutt’ora) ma elimina anche la compatibilità per i vecchi indirizzi stile DOS, che rinomina automaticamente i nomi troppo lunghi tagliandoli e aggiungendo un “~1” alla fine.
Sicuramente una funzionalità molto comoda e “un limite” della NTFS!
Può essere più veloce della NTFS
Ciò è molto relativo. Il File System ReFS è stato creato principalmente per i server, perciò parecchie delle sue funzioni sono personalizzate per certi tipi di lavori dedicati al settore tecnico. Ad esempio, può funzionare molto meglio della partizione NTFS se facciamo un uso intenso delle Virtual Machine.
Ha un ottimizzazione integrata che permette di suddividere il lavoro fra due drive unificati, assegnandone uno per la velocità ed uno per i frammenti più pesanti di dati. Questo senza usare programmazioni aggiuntive.
Del resto, per qualsiasi utente, non pongono molta utilità.
Parliamo ora degli aspetti meno positivi di questo File System:
- Windows non può avviarsi al momento direttamente da una partizione ReFS. Ha bisogno comunque d’una partizione, o d’un Hard disk separato, in NTFS.
- Non si può criptare il disco in maniera selettiva, si può solo fare una criptazione completa che protegge tutto il disco.
- Non esiste la compressione dei dati nel File System ReFS.
- Altre funzioni tecniche facili da trovare nella partizione NTFS (compresi i Quote) non sono presenti nel ReFS e bisogna consultare una lunga serie di compatibilità, a volte nemmeno supportate completamente.
Da come s’è capito quasi fin dall’inizio, il ReFS è per i Server – e forse rimarrà così ancora per molto tempo. Magari la Microsoft ci lavorerà ancora sopra a lungo per renderlo compatibile per l’utente medio, come ha fatto l’Apple per il formato APFS, ma per il resto ci conviene ancora stare vicini al caro vecchio NTFS.













