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Copytrack e richieste per copyright sulle immagini: cosa sapere se arriva una email

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Copytrack

Ricevere una email da Copytrack per una presunta violazione del copyright su un’immagine pubblicata online può creare preoccupazione. Il messaggio, di solito, segnala l’uso non autorizzato di una fotografia o di un contenuto visivo e può contenere una richiesta economica per chiudere la contestazione o regolarizzare l’utilizzo dell’immagine.

La domanda che molti utenti si pongono è semplice: Copytrack è una truffa oppure una richiesta reale? La risposta è più articolata. Copytrack è una società realmente attiva nel settore della tutela dei diritti d’autore sulle immagini, ma proprio le modalità con cui alcune comunicazioni sono state inviate agli utenti italiani sono finite sotto la lente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Il tema, quindi, non va affrontato con superficialità. Non bisogna ignorare automaticamente la comunicazione, ma non è nemmeno consigliabile pagare subito senza aver prima verificato ogni dettaglio.

Cos’è Copytrack

Copytrack è una società che si occupa di individuare online possibili utilizzi non autorizzati di immagini protette da diritto d’autore. In pratica, lavora per conto di fotografi, agenzie o altri titolari dei diritti, segnalando a siti web, blog, aziende o privati la presunta pubblicazione irregolare di una foto.

Il sistema si basa su strumenti di ricerca e riconoscimento delle immagini presenti sul web. Quando viene individuata una possibile corrispondenza, il titolare dei diritti può incaricare Copytrack di contattare il soggetto che ha pubblicato l’immagine.

Il punto delicato, però, non è solo l’esistenza del diritto d’autore. Il vero problema è capire se quella specifica contestazione sia fondata, se l’immagine sia davvero protetta, se chi reclama i diritti abbia titolo per farlo e se l’utente abbia già una licenza valida o un altro motivo legittimo per averla pubblicata.

Perché le email di Copytrack fanno discutere

Le comunicazioni di Copytrack hanno generato molte discussioni perché spesso arrivano in modo diretto, con toni formali e con richieste economiche che possono spaventare chi le riceve. A essere coinvolti non sono soltanto grandi aziende o editori, ma anche piccoli siti, blog personali, microimprese e realtà che magari hanno usato immagini scaricate anni prima da piattaforme gratuite, stock fotografici o vecchi archivi.

In molti casi il destinatario non ricorda più da dove provenga l’immagine. Può averla presa da un sito di immagini gratuite, da un servizio a pagamento, da un comunicato stampa, da un vecchio collaboratore o da un archivio interno. Dopo anni, però, recuperare la licenza o la prova dell’acquisto può diventare complicato.

Ed è proprio qui che nasce il problema: davanti a una richiesta formale, chi riceve la comunicazione può sentirsi costretto a pagare anche quando non ha ancora verificato se la contestazione sia corretta.

L’intervento dell’AGCM

Sul caso Copytrack è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha esaminato le modalità con cui la società inviava comunicazioni a consumatori e microimprese italiane.

L’Autorità ha analizzato l’invio di email standardizzate, anche ripetute, finalizzate a sollecitare il pagamento di una somma per chiudere la contestazione relativa alla presunta pubblicazione non autorizzata di immagini. In alcuni casi, oltre alla richiesta economica per l’uso passato dell’immagine, veniva proposta anche una licenza d’uso annuale.

Le criticità emerse riguardavano soprattutto la chiarezza delle informazioni fornite agli utenti, il modo in cui venivano presentate le richieste e la possibilità che il destinatario si sentisse indotto a pagare per timore di conseguenze legali.

È importante precisare un aspetto: il procedimento è stato chiuso senza un accertamento formale dell’infrazione. Tuttavia, gli impegni assunti da Copytrack sono stati resi obbligatori. In sostanza, l’Autorità ha ritenuto necessario intervenire sulle modalità di comunicazione, imponendo maggiore trasparenza e un trattamento più chiaro per gli utenti italiani.

Cosa cambia per gli utenti italiani

Gli impegni assunti da Copytrack prevedono una gestione più chiara dei casi italiani. Tra gli aspetti più importanti c’è l’invio di una prima comunicazione in lingua italiana, non immediatamente orientata al pagamento, ma finalizzata a chiedere informazioni e chiarimenti sull’uso dell’immagine.

Questo passaggio è fondamentale perché permette al destinatario di spiegare la propria posizione. L’utente può infatti dimostrare di avere una licenza valida, indicare la fonte dell’immagine, fornire una giustificazione legale o contestare la pretesa se ritiene che non sia fondata.

Solo in un secondo momento, se la risposta manca o viene considerata insufficiente, può arrivare una comunicazione con la quantificazione della richiesta economica.

Copytrack si è inoltre impegnata a rendere più chiaro il proprio ruolo, a indicare il titolare dei diritti, a spiegare meglio le basi della contestazione e a fornire informazioni più comprensibili sulle possibili modalità di difesa dell’utente.

Cosa fare se arriva una email da Copytrack

La prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico. Una email di questo tipo va letta con attenzione, ma non bisogna rispondere d’impulso né pagare senza controlli.

Bisogna anzitutto identificare l’immagine contestata. È ancora online? In quale pagina era stata pubblicata? Da quanto tempo? Era usata in un articolo, in una scheda prodotto, in una pagina aziendale o in un contesto personale?

Il secondo passaggio è recuperare la provenienza della foto. Se l’immagine è stata scaricata da una piattaforma stock, da Canva, Freepik, Adobe Stock, Shutterstock, Pexels, Pixabay o altri archivi, bisogna cercare ricevute, schermate, licenze, email di acquisto o qualunque prova utile.

Se non si riesce a ricostruire l’origine dell’immagine, può essere prudente rimuoverla temporaneamente dal sito. Questo non significa ammettere automaticamente una responsabilità, ma evita che l’eventuale uso contestato continui mentre si effettuano le verifiche.

Poi è opportuno chiedere chiarimenti precisi: chi è il titolare dei diritti, quale immagine viene rivendicata, su quale base viene calcolata la somma richiesta e quale mandato consente a Copytrack di agire.

Quando la richiesta economica è rilevante o quando il caso riguarda un sito professionale, un’attività commerciale o una microimpresa, è consigliabile far valutare la comunicazione da un avvocato o da un consulente esperto in diritto d’autore.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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