Rinfrescare casa senza far salire troppo la bolletta è possibile, ma serve usare il climatizzatore con criterio. Il segreto non è abbassare il termostato al minimo: spesso, al contrario, pochi gradi scelti bene fanno davvero la differenza.
Partire da una temperatura equilibrata, gestire gli orari di utilizzo e sfruttare alcune abitudini quotidiane aiuta a mantenere il comfort senza sprechi inutili. In estate, infatti, il modo in cui si usa il condizionatore conta quasi quanto il modello installato.
Condizionatore: la temperatura giusta per risparmiare
Per molte abitazioni, impostare il condizionatore a 25°C è un ottimo punto di partenza. Non è una regola universale, perché incidono esposizione al sole, isolamento, numero di persone in casa e perfino gli apparecchi in funzione. Però scegliere subito 18 o 19 gradi è quasi sempre un errore: l’impianto lavora di più, consuma di più e crea anche sbalzi poco piacevoli.
Meglio scendere gradualmente, se necessario, fino a trovare il valore più adatto alla propria casa. Ogni grado in meno pesa sui consumi, soprattutto negli appartamenti esposti a sud o nelle abitazioni ai piani alti, dove il caldo resta intrappolato più a lungo.
Quando non si è in casa conviene alzare il termostato
Se l’appartamento resta vuoto per diverse ore, mantenere la stessa temperatura usata quando si è presenti è spesso uno spreco. In questi casi conviene alzare il termostato di 3 o 4 gradi prima di uscire. Così la casa non si surriscalda troppo, ma il climatizzatore non resta nemmeno al massimo senza motivo.
Anche di notte la regolazione va ripensata. Serve frescura, certo, ma un getto troppo diretto o una temperatura eccessivamente bassa può disturbare il sonno. In genere è utile alzare di circa 2°C rispetto al giorno e, se disponibile, usare la modalità notte, più silenziosa e graduale.
Umidità, finestre e ventilatori: il comfort si migliora anche così
Il caldo percepito non dipende solo dai gradi. Se l’umidità in casa è alta, l’aria sembra più pesante anche quando la temperatura non è estrema. Per questo vale la pena controllarla con un igrometro: la fascia più confortevole, di solito, è tra il 30% e il 50% di umidità relativa.
Quando l’aria è molto umida, la funzione deumidificazione può bastare da sola o ridurre il lavoro del raffrescamento. In più, abbassare tapparelle e tende nelle ore più calde, arieggiare al mattino presto e la sera, chiudere bene porte e finestre e usare un ventilatore per distribuire meglio il fresco sono mosse semplici che aiutano a consumare meno. Con un po’ di attenzione, il condizionatore può restare un alleato prezioso anche per la bolletta.











