Come si è evoluto il mercato dei giochi per dispositivi mobile

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mercato dei giochi per dispositivi mobile

Se si dovesse decidere qual è stata la novità che più di tutte ha cambiato il nostro modo di utilizzare i cellulari, ci sarebbero ben pochi dubbi: il gaming mobile, ossia la possibilità di videogiocare su dispositivi portatili. Oggi, chiunque ha installato sul proprio smartphone almeno un gioco, che sia un semplice passatempo o una vera e propria passione. Senza contare i siti (ad esempio POMU) che permettono di giocare centinaia di giochi dal proprio smartphone senza doverli scaricare.

Il gaming mobile ha fatto passi da gigante

In pochi anni infatti il gaming mobile ha conquistato fette di mercato straordinarie, avvicinandosi (e in alcuni casi superando) ai numeri fatti registrare dai guadagni di videogiochi per console o pc. Il futuro dell’intrattenimento videoludico, d’altronde, sembra saldamente in mano (è il caso di dirlo) ai giochi mobile.

Eppure, in poco più di 20 anni, i passi avanti sono stati strabilianti. Pochi crederebbero che tutto iniziò da una semplice fila di pixel in bianco e nero impegnati a “mangiare” dei puntini sullo schermo di un cellulare che al massimo inviava degli sms. Per chi non lo avesse capito, stiamo parlando di Snake.

I più giovani non lo ricorderanno (il gioco risale al 1997), ma all’epoca fu un successo incredibile (complice anche la mancanza di concorrenza). Tutti i cellulari di quel periodo avevano preinstallata la propria versione di Snake, e si potevano passare ore e ore a cercare di superare il record di turno.

Gli iPhone erano ancora lontani, e nel 2000 il massimo a cui si poteva aspirare era di giocare a Tetris sul proprio iPod mentre si ascoltava la musica. Ma gli sviluppatori avevano ormai capito le potenzialità di un mercato in rapida crescita. Al netto di alcuni esperimenti falliti (come ad esempio il Nokia N-Gage, un ibrido fra una console e un cellulare che prometteva prestazioni di gioco incredibili per l’epoca), il vero balzo in avanti avvenne nel 2007.

Fu in quell’anno infatti che fecero la loro comparsa il Google Play Store e l’App Store di Apple. Una vera rivoluzione, che permetteva a chiunque di avere accesso a centinaia di titoli direttamente sul proprio cellulare, e di scaricare molte app gratuitamente.

La nascita di Angry Birds

Non a caso, proprio il 2007 fu l’anno della comparsa del primo best seller del gaming mobile: Angry Birds, un gioco in cui usando in maniera intelligente il touch del proprio smartphone bisognava letteralmente “sparare” degli uccelli contro delle costruzioni, cercando di farle crollare. Inutile dire che il successo fu incredibile, con decine di sequel all’attivo e persino l’uscita di un film d’animazione.

Da quel momento, i giochi per cellulare vennero definitivamente sdoganati. Successi come Plants vs Zombies, Candy Crush e Clash of Clans (forse ancora oggi il videogame mobile ad aver guadagnato di più di sempre) lanciarono alla grande il settore. Complice anche un modello di gioco, quello del free-to-play, per l’epoca relativamente nuovo, che permetteva di scaricare gratuitamente l’app, proponendo acquisti opzionali di potenziamenti o varianti estetiche.

Chi non ricorda il successo interplanetario di Pokémon Go nel 2016? Un boom mai visto prima, con più di 500 milioni di download nel primo anno di lancio. Si trattava del primo utilizzo della tecnologia della realtà aumentata: i giocatori utilizzavano il loro smartphone per andare a caccia di Pokémon semplicemente passeggiando. Ancora oggi è possibile trovare online i video delle migliaia di persone accorse con i cellulari in mano a Central Park, a New York, dove era comparso un Charizard.

Cosa ci aspetta il futuro? Difficile dirlo, anche perché tutto dipende anche dagli sviluppi tecnologici dei prossimi anni. Di certo, gli analisti sono concordi nell’affermare un futuro roseo per il settore: si parla di un mercato da 100 miliardi di dollari nel 2021, sorpassando le cifre complessive del mercato pc e console. Insomma, il gaming mobile diventerà di sicuro una parte integrante delle nostre vite.


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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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