Come, quando e perché gli italiani rompono il cellulare

Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha rotto il cellulare (o un tablet) o ci è andato vicino. Lo smartphone, per forza di cose, è diventato lo strumento che utilizziamo di più durante la giornata e quindi è piuttosto probabile che un momento di distrazione possa risultare fatale! Già proprio la distrazione, non a caso utilizziamo questa parola.

Secondo uno studio pubblicato da iFix-iPhone.com sui guasti registrati dagli smartphone in Italia quest’estate, infatti, la prima causa di rottura del cellulare è proprio la “distrazione”.  Vediamo i dati di quest’analisi.

Al primo posto delle cause di rottura più diffuse troviamo al 43% quella da caduta accidentale, seguita dai disastri combinati dagli animali domestici (17,3%), dagli incidenti sportivi (13,9%) e dai guai provocati da familiari e amici maldestri (9,9%).

Eccovi il grafico:

cause rotture cellulari

Joseph Caruso, responsabile Centro Statistico di iFix-iPhone.com, a tal proposito dichiara:

Prima di dare la colpa agli altri, però, siate onesti con voi stessi e chiedetevi se era proprio il caso di portare lo smartphone in spiaggia, dove si è registrato il 33,2% di rotture.

E se non fosse in alcun modo arginatile la vostra vanità, considerato il “sorprendente numero di telefoni caduti in mare dai traghetti, forse a causa di qualche selfie di troppo.

Per quanto riguarda le rotture per fascia d’età il risultato NON è scontato come pensate: vi verrebbe da dire che i ragazzi rompono di più i cellulari rispetto agli adulti, ma non è cosi. Secondo quanto emerge dallo studio, infatti, i maggiori distruttori di smartphone vanno da un’età compresa dai 35 ai 44 anni.

Probabilmente sono i più restii a separarsi dallo smartphone. I più attenti, invece, sono quelli con over 55. In questo caso, però, probabilmente ciò è dovuto ad uno scarso utilizzo dello smartphone (lo hanno ma non lo usano tanto, tranne che per telefonare).

Il grafico:

italiani e cellulari




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