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Come pulire schermi di TV e smartphone senza rovinarli

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Macchie, impronte e aloni sugli schermi non spariscono usando più detergente: spesso, anzi, è proprio il prodotto sbagliato a lasciare i danni peggiori. I pannelli di TV OLED, LED e smartphone possono avere rivestimenti antiriflesso o oleorepellenti molto delicati, quindi carta da cucina, spray generici e liquidi spruzzati direttamente rischiano di creare striature, opacità o piccoli graffi difficili da eliminare.

Per ottenere un risultato migliore basta puntare su pochi gesti corretti e su strumenti adatti. In molti casi è sufficiente un panno morbido, pulito e poco umido, senza complicazioni e senza ricorrere a rimedi improvvisati che possono compromettere la superficie.

Come pulire gli schermi di TV e smartphone in sicurezza

Per lo sporco leggero, la soluzione più efficace resta un panno in microfibra privo di pelucchi, meglio se dedicato solo agli schermi. In questo modo si riduce il rischio di portare sulla superficie polvere, briciole o residui di detergente rimasti tra le fibre. Prima dell’uso conviene scuoterlo e controllare che non ci siano particelle dure.

Se il panno asciutto non basta, si può inumidire appena con acqua distillata. Il liquido va applicato sul tessuto e mai direttamente sullo schermo: anche una piccola colatura può raggiungere bordi, altoparlanti, porte o componenti interni. Il panno deve risultare solo leggermente umido, non bagnato, e non deve lasciare gocce durante il passaggio.

Gli spray specifici possono essere usati soltanto quando il produttore del dispositivo li indica come compatibili. La dicitura “per schermi” non è sempre sufficiente, perché OLED, LCD e touchscreen possono avere trattamenti diversi. Prima di usare qualunque soluzione è prudente controllare il manuale del modello, evitando miscele casalinghe a base di aceto, bicarbonato o sapone.

La procedura corretta per televisore e iPhone

Per pulire la TV bisogna prima spegnerla, scollegarla e aspettare che il pannello si raffreddi. Sullo schermo nero polvere e aloni risultano più visibili, e la pulizia diventa anche più precisa. A questo punto si passa la microfibra con movimenti lenti e leggeri, senza premere con dita o unghie. Insistere con forza su una macchia può danneggiare il rivestimento o esercitare una pressione eccessiva sul pannello.

Se rimangono segni, si può usare un secondo panno appena inumidito, procedendo con passaggi regolari e senza strofinare ripetutamente lo stesso punto. Subito dopo è utile asciugare con una microfibra pulita e asciutta. Cornice e piedistallo possono essere trattati separatamente, mentre sulle griglie di aerazione è meglio evitare l’umidità.

Per l’iPhone la procedura comincia scollegando cavi e accessori, spegnendo il dispositivo e rimuovendo la cover. Un panno morbido leggermente umido è sufficiente nella maggior parte dei casi. Per una disinfezione occasionale Apple ammette salviette con alcol isopropilico al 70% o etilico al 75%, da passare delicatamente sulle superfici esterne, senza immergere il telefono né far entrare liquidi nelle aperture.

Gli errori da evitare quando si puliscono gli schermi

La carta da cucina può sembrare una scelta innocua, ma le sue fibre risultano spesso abrasive sui rivestimenti più delicati. Vanno evitati anche fazzoletti, panni ruvidi, spugne, detergenti per vetri, ammoniaca, acetone, solventi e prodotti multiuso. Sull’iPhone non andrebbero usati nemmeno aria compressa e spray aerosol, salvo istruzioni specifiche del produttore.

Non bisogna grattare le macchie secche con unghie, lame o oggetti appuntiti. È meglio appoggiare per pochi secondi il panno appena umido sulla zona, così da ammorbidire il residuo, e poi rimuoverlo con delicatezza. Anche porte e altoparlanti non vanno puliti con graffette o stuzzicadenti, perché si rischia di danneggiare contatti e membrane.

La manutenzione più sicura resta quella regolare: una passata leggera evita che sporco e grasso si accumulino e richiedano interventi aggressivi. Le indicazioni pubblicate da Apple, Samsung e LG convergono su pochi punti: microfibra pulita, pressione minima e nessun liquido spruzzato direttamente. Un metodo semplice, ma molto più efficace dei rimedi improvvisati.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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