Negli ultimi mesi si sta diffondendo una nuova forma di raggiro che colpisce soprattutto persone adulte e anziani, sfruttando un approccio semplice ma psicologicamente molto efficace. Tutto inizia con una frase apparentemente innocua: “Ciao. Non mi riconosci? Sono un amico di tuo figlio e devo consegnargli un pacco”. A pronunciarla è solitamente un giovane che si presenta con nome e cognome, avvicinandosi con sicurezza e cercando di instaurare immediatamente un clima di familiarità.
“Ciao. Non mi riconosci? Sono un amico di tuo figlio e devo consegnargli un pacco” – come funziona la truffa
La dinamica è sempre simile. Il truffatore individua una potenziale vittima per strada, in un parcheggio o persino sotto casa. Una volta catturata l’attenzione, insiste sulla conoscenza del figlio o della figlia, giocando sul fattore sorpresa e sulla possibilità che la memoria possa effettivamente essere confusa. Di fronte alla prevedibile risposta “No, non ti conosco”, scatta il secondo atto: una telefonata finta.
Il malintenzionato prende lo smartphone, finge di chiamare il presunto figlio della vittima e dà vita a un dialogo completamente inventato, come se stesse confermando insieme a lui la consegna di un pacco arrivato “all’ultimo momento”. In molti casi la truffa passa proprio da qui, perché chi assiste alla scena può essere colto dal dubbio. Il truffatore, mostrando apparente trasparenza, prova a convincere la persona che è tutto regolare.
L’obiettivo diventa chiaro solo alla fine: ottenere denaro in contanti come presunto rimborso o costo di consegna del pacco. Il truffatore insiste, pressa, insiste sul fatto che il figlio è d’accordo e che restituirà i soldi appena possibile. Naturalmente, né la telefonata né il pacco esistono davvero, e i figli – nei casi riportati – non hanno mai ricevuto alcuna chiamata.
Questa tecnica si basa su due elementi chiave: la sorpresa e la pressione emotiva. Il truffatore non dà tempo di ragionare e cerca di creare una situazione d’urgenza per spingere la vittima a prendere una decisione impulsiva. È proprio questo meccanismo psicologico a rendere la truffa pericolosa e, purtroppo, credibile.
È fondamentale mantenere sempre la massima attenzione. Non bisogna mai consegnare denaro a sconosciuti, nemmeno se dichiarano di essere amici o conoscenti dei propri figli. In caso di dubbi è importantissimo chiamare direttamente il familiare interessato e verificare la situazione. Se il comportamento dell’interlocutore risulta sospetto, è consigliabile allontanarsi e, quando possibile, segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine.
Le truffe evolvono e si adattano, ma un principio resta valido: chiunque richieda soldi in contanti attraverso situazioni improvvise e poco chiare merita sempre una grande dose di diffidenza










