Compilare moduli online è spesso una perdita di tempo, ma con Chrome 150 la situazione diventa un po’ più semplice. Google ha infatti aggiornato l’Autofill per renderlo più utile e meno ripetitivo, grazie a un’integrazione più profonda con Google Wallet.
In pratica, il browser può ora attingere a un numero maggiore di informazioni salvate nel portafoglio digitale e proporle automaticamente nei campi dei form. La novità non riguarda solo i dati di base, ma anche elementi più specifici che fino a poco fa richiedevano di essere recuperati manualmente ogni volta.
Chrome 150 e Autofill con Google Wallet
Il cambiamento più interessante riguarda i documenti d’identità. Con Chrome 150, l’Autofill può utilizzare dati come patente di guida, passaporto e persino il Known Traveler Number, cioè il codice usato in alcuni programmi di precheck aeroportuale. Si tratta di un salto importante rispetto alla compilazione automatica tradizionale, che in genere si limitava a nome, indirizzo e pochi altri campi.
Il funzionamento è piuttosto lineare: se Chrome riconosce che un’informazione è già presente in Google Wallet, la propone come compilazione automatica. Se invece l’utente inserisce per la prima volta un documento su un sito compatibile, il browser può offrire di salvarlo in Wallet per un utilizzo futuro. Google sottolinea che tutto avviene solo dopo un consenso esplicito e che i dati sensibili vengono crittografati.
La gestione delle informazioni passa comunque dalle impostazioni di Google Wallet. Aprendo, ad esempio, un pass digitale come quello collegato a un documento, in fondo alla schermata compare il comando per abilitare l’uso del pass privato in tutti i servizi Google. Non è la soluzione più immediata, ma rende più chiaro dove si controllano queste funzioni.
Le novità su Android e la nuova organizzazione dei dati
Le modifiche non riguardano solo il browser desktop. Con Chrome 150 su Android arriva anche un menu rinnovato, chiamato “Autofill e password”, che sostituisce la vecchia sezione “Password e Autofill”. L’obiettivo è ordinare meglio le informazioni archiviate e semplificare l’accesso alle varie categorie.
All’interno del nuovo menu i dati risultano suddivisi in tre gruppi principali: Google Password Manager, per password e passkey; Pagamenti, con carte di credito e debito, IBAN e carte fedeltà; Documenti d’identità, dove trovano posto patente, carte d’identità e passaporti. Una struttura più chiara dovrebbe aiutare gli utenti a capire subito cosa è salvato e dove intervenire in caso di modifica.
Più tipi di dati supportati anche su mobile
Google sta estendendo il supporto dell’Autofill anche a informazioni più complesse. Dati come dettagli dei voli, targhe dei veicoli e codici VIN erano già arrivati su desktop lo scorso anno, mentre ora il supporto raggiunge anche Android e iOS. In questo modo la compilazione automatica diventa più versatile e adatta a scenari diversi, dai viaggi alla gestione di pratiche online.
In prospettiva, Chrome punta quindi a trasformare l’Autofill in uno strumento sempre più completo, capace di riconoscere il contesto e proporre il dato giusto al momento giusto. Per gli utenti significa meno tempo speso nei moduli e più controllo sulle informazioni condivise, senza rinunciare alla sicurezza e alla possibilità di decidere caso per caso cosa salvare e cosa compilare.
