Chi deve pagare la TASI? Ecco alcune info

In questi giorni sentiamo molto parlare in TV della Tasi, la tassa sui Servizi Indivisibili. Cos’è? è un’imposta del sistema tributario italiano. La tassa viene calcolata sulla base imponibile della rendita catastale della prima casa di proprietà. Si tratta del prodotto tra l’ampiezza della casa e una tariffa calcolata dall’Agenzia del Territorio (variabile in base al Comune di appartenenza), moltiplicando per un fattore collegato alla categoria catastale dell’abitazione.

La tassazione è prevista anche per gli affittuari, con una quota tra il 10% e il 30%, secondo quanto stabilito dal Comune. Al contrario l’IMU resta in vigore sulle altre proprietà.

TASI, ECCO PERCHE’ SI RISCHIA IL CAOS

La proroga decisa non vale per tutti, ma solo per i cittadini di quelle amministrazioni locali che entro il prossimo 23 maggio non avranno definito le aliquote della nuova imposta. Attenzione quindi, se abitate in un Comune che avrà deliberato in tempo utile le nuove aliquote, sarete chiamati a pagare regolarmente l’acconto il 16 giugno. Se invece, gli amministratori della vostra città non avranno fatto in tempo a definire le aliquote in questione, il versamento slitta a settembre. Una circostanza quest’ultima che a ben vedere riguarda, al momento, la stragrande maggioranza dei contribuenti,visto che a oggi, solo un migliaio di Comuni, ossia circa il10% del totale, ha provveduto a definire le aliquote della Tasi.

TASSE SULLA CASA, TUTTE LE NOVITA’

Saremmo dunque di fronte all’ennesimo paradosso fiscale tutto italiano, per cui, i cittadini dei Comuni virtuosi, che hanno cioè provveduto in tempo utile a deliberare le aliquote della Tasi, pagheranno prima, mentre quelli che abitano in città dove gli amministratori hanno operato con ritardo, potranno tranquillamente vedersi posticipato a settembre il primo pagamento. In realtà però, i Comuni nei quali non ci sarà il versamento di Tasi a giugno, si ritroveranno di fronte a pesanti problemi di liquidità. Una circostanza che potrebbe spingere molti sindaci ad accelerare sulla via della definizione delle aliquote da qui al 23 maggio, ossia in extremis.

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Intanto, se si va a guardare quello che emerge dal pacchetto di aliquote decise dai circa 1.000 Comuni che hanno già reso pubbliche le proprie delibere sulla Tasi, ci si ritrova di fronte a uno scenario letteralmente polverizzato. Secondo il Servizio politiche territoriali della Uil, che in materia ha compiuto uno studio ad hoc, emerge “un ginepraio di aliquote e detrazioni diverse”, per cui, alla fine, “si avranno sicuramente 8.092 applicazioni diverse della Tasi, ma si rischia di avere oltre 75mila combinazioni differenti di applicazione dell’imposta”.

Ma i dolori non finiscono qui, perché dalle prime proiezioni, fatte sempre dalla Uil, risulterebbe che, su 32 città capoluogo che hanno deliberato, la Tasi nel 37,5% di queste (12 città) è più alta dell’Imu pagata nel 2012: si tratta di Bergamo (+ 21 euro), Ferrara (+ 60 euro), Genova (+ 67 euro), La Spezia (+ 47 euro), Mantova (+ 89 euro), Milano (+ 64 euro), Palermo (+ 2 euro), Pistoia (+ 75 euro), Sassari (più 40 euro), Savona (+ 28 euro) e Siracusa (+ 16 euro).

ECCO COME SI PAGA LA TASI

Infine, quasi tutte le città prese in esame, hanno aumentato le aliquote. Undici di esse (Ancona, Bologna, Cagliari, Cremona, Ferrara, Genova, La Spezia, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, Vicenza), sulle aliquote della prima casa hanno adottato l’addizionale dello 0,8 per mille arrivando al 3,3 per mille. Solo Milano e Roma invece hanno deciso di ricorrere all’addizionale suppletiva della Tasi sulle seconde case, arrivando in questo caso all’11,4 per mille.

fonte: panorama




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