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Change.org, noi partecipiamo alle petizioni e loro si vendono i nostri dati

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Sicuramente almeno una volta avrete firmato per una petizione utilizzando il “famoso” sito change.org. nel tentativo di fare pressione su questa o quell’istituzione per cambiare qualcosa che non vi andava giù.

Se non avete mai sentito parlare di Change.org è la piattaforma per il lancio di petizioni su temi politico-sociali più popolare al mondo, un colosso da 50 milioni di utenti nel mondo, che crescono al ritmo di un milione alla settimana. In Italia sono cinque i milioni di utenti che dal lancio hanno fornito i propri dati, pensando di favorire alla propria causa in maniera del tutto sicura e riservata.

Ma vi siete posti mai la questa domanda? Come guadagnano?

Come guadagna change.org?

Di certo un ritorno economico ci sarà, è ovvio. Dalle pubblicità? No, non ve ne sono all’interno del sito. Penserete, bene è positiva la cosa. Si ma solo da un certo punto di vista visto che comunque non è un’azienda no-profit e quindi il suo ritorno economico lo deve avere

A quanto pare, secondo quanto rivelato dal giornale L’Espresso, c’è un vero e proprio piano tariffario di questo sito per VENDERE I NOSTRI DATI

L’acquisto dei potenziali firmatari, anche dei loro indirizzi email, sarebbe legato alle petizioni sponsorizzate. Sul listo di Chage.org, stando sempre a ciò che riporta L’Espresso, si parte da 1,50€ ad indirizzo per i “pacchetti” fino a 10.000 email, fino a 0,85€ quando si superano le 500.000.

Un cliente, ad esempio ONG, paga per sapere chi contattare affinché la propria campagna abbia più possibilità di successo o raccolga più fondi.

prezzi change.org

Attraverso le sottoscrizioni, infatti, la piattaforma accumula informazioni, che utilizza per profilare gli utenti; sono proprio questi i dati ambiti dalle ONG, che per averli pagano un prezzo

L’azienda americana, che ha sede nel paradiso fiscale del delware, contattata per avere chiarimenti in merito, non ha smentito la notizia, dichiarando anzi che effettivamente il prezziario

varia da cliente a cliente e in base al volume degli acquisti

L’azienda prosegue dicendo

il suo indirizzo email viene fornito all’organizzazione che ha lanciato la petizione sponsorizzata, non ha importanza se la scelta è stata fatta consapevolmente o per trascuratezza, la stragrande maggioranza delle persone che scelgono quell’opzione NON si rendono conto che riceveranno email dall’organizzazione

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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