Change.org: la piattaforma delle petizioni online

10 mesi di vita e può vantare già 10 milioni di utenti inscritti e 200 campagne al mese: stiamo parlando di Change.org, il sito di petizioni che in Italia ha già raggiunto un enorme successo.

Dalla liberazione del premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo e la moglie Liu Xia, alle richieste degli animalisti e degli ambientalisti per la messa al bando dei pesticidi che hanno portato la moria delle api e la messa al bando delle pelli di canguro per la realizzazione delle scarpe da calcio Nike, il sito raccoglie tutte le petizioni e rappresenta un mezzo potente di diffusione delle idee e di informazione.

Salvatore Barbera, direttore delle campagne della piattaforma, ha così commentato il successo del sito:

Negli ultimi tempi sono cresciute soprattutto le petizioni di carattere politico. Non tutte ovviamente trovano seguito e questa è la dimostrazione che Change sta diventando specchio del paese. In una situazione di incertezza le persone si mettono in gioco e si raccolgono gli umori della popolazione. Sono decine le petizioni che vogliono portare all’attenzione di un pubblico più ampio temi che non trovano spazio sui canali tradizionali e invece sul web, grazie al tam tam della rete, riescono a raggiungere un pubblico molto ampio. È uno strumento utile anche per il 70% della popolazione italiana che vive in provincia. Raccogliamo storie di giovani che si battono contro la legalità, che spesso hanno una grande forza comunicativa perché raccontate in prima persona.

La raccolta delle firme avviene attraverso le mail con cui gli utenti si registrano al sito, sebbene, a breve non si escluda un modo alternativo di raccolta, visto che le petizioni on line sono in netto aumento; il dato che più incuriosisce è che analizzando i profili dei social network degli iscritti, non si tratta solo di giovani, ma anche di quarantenni e cinquantenni.




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