La carta d’identità cartacea non va ancora in pensione. Quello che sembrava un addio definitivo, atteso per il 3 agosto, è stato infatti rinviato dal governo con una scelta che cambia i piani sulla transizione verso la CIE.
In pratica, i documenti cartacei non ancora scaduti continueranno a essere validi fino alla loro naturale scadenza, anche oltre il termine annunciato in precedenza. Una decisione che evita il rischio di code agli sportelli e lascia più tempo a cittadini e comuni per gestire il passaggio alla carta d’identità elettronica.
Carta d’identità cartacea: cosa cambia davvero
Il provvedimento approvato a giugno stabilisce che la carta d’identità cartacea resta utilizzabile fino alla scadenza indicata sul documento, almeno per i rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi. Tradotto: chi ne possiede una valida non dovrà correre a sostituirla subito con la CIE.
Per evitare disagi nell’attesa del rilascio della carta d’identità elettronica, i comuni potranno anche emettere un documento provvisorio. L’obiettivo dichiarato è semplice: non lasciare nessuno senza un documento valido e ridurre l’affollamento agli sportelli, soprattutto nei mesi in cui si rischiano richieste concentrate all’ultimo minuto.
Perché la notizia è passata quasi inosservata
Il punto più curioso, però, è un altro: questa novità è stata comunicata in modo molto poco visibile. Sul sito istituzionale del Ministero dell’Interno non risultano aggiornamenti dedicati e la notizia non è stata accompagnata da una vera campagna informativa rivolta ai cittadini.
È un dettaglio che pesa, perché il cambiamento non è marginale. Per mesi si è parlato di fine imminente per il vecchio documento cartaceo, anche in nome della digitalizzazione. Poi è arrivato il dietrofront, ma senza lo stesso livello di enfasi e senza una spiegazione diffusa a chi, concretamente, deve sapere se il proprio documento è ancora valido.
Un rinvio utile, ma da comunicare meglio
Da un lato la scelta sembra ragionevole: concedere più tempo può evitare confusione, problemi negli uffici comunali e corse inutili all’ultimo giorno. Dall’altro, però, l’assenza di una comunicazione chiara rischia di generare il solito caos da passaparola, con cittadini e operatori pubblici che scoprono le novità solo quando serve davvero.
In sostanza, la carta d’identità cartacea non è stata abolita nei tempi previsti e continuerà ad accompagnare ancora per un po’ molti italiani. Ma se il passaggio alla CIE è davvero una priorità, allora servirebbe dirlo con chiarezza, invece di lasciare che una decisione così importante resti quasi invisibile.












