Il canone Rai tornerà a costare 90 euro nel 2025, come stabilito dal testo iniziale della manovra. Con 12 voti contrari e 10 favorevoli, la Commissione Bilancio del Senato ha respinto l’emendamento proposto dalla Lega, che chiedeva una riduzione della tassa a 70 euro, l’importo attualmente in vigore per gli italiani, come previsto dall’art. 1, comma 19, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.
Canone Rai 2025, niente sconti
La maggioranza di governo si è divisa, creando un inciampo che, secondo fonti a Palazzo Chigi, non giova a nessuno. Forza Italia ha infatti votato contro l’emendamento, nonostante il parere favorevole del Tesoro. La questione si è giocata sul piano degli equilibri economici: ridurre il canone di 20 euro avrebbe comportato una perdita di 430 milioni di euro per la Rai, un indebolimento del servizio pubblico radiotelevisivo per alcuni, mentre altri hanno suggerito di compensare il disavanzo con un (già ipotizzato) aumento del tetto pubblicitario. Tuttavia, questa soluzione non avrebbe beneficiato le TV private, come Mediaset, con cui FI ha legami consolidati.
Il canone di abbonamento Rai è un’imposta che viene versata all’Agenzia delle Entrate per il possesso di un apparecchio in grado di ricevere i canali televisivi. Essendo una tassa sul possesso, deve essere pagata anche da chi non guarda la Rai. Nonostante i tentativi di modifica in passato, anche nel 2025 il pagamento avverrà tramite addebito sulla bolletta elettrica.
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