Buste ai matrimoni diventa reato | Bufala

Torniamo a parlare di bufale e oggi vi sottoponiamo una che sta facendo il giro del web con il pieno di condivisioni. Parla delle cosiddette “buste” (di soldi) che si fanno come regalo ai matrimoni.

La busta ai matrimoni, cos’è?

L’usanza della “busta” ai matrimoni è per lo più una usanza del sud italia, dove la “busta” è un’istituzione. Cos’è? è una vera e propria busta di carta (sì, di quelle dove si mettono le lettere) che contiene soldi in contanti o un assegno.

Questa busta viene data agli sposi prima o durante il matrimonio, come regalo. Questo risulta essere un metodo di regalo “molto pratico” anche per chi non scervellarsi per capire cosa regalare, e per gli sposi di non ricevere cose contrarie al loro gusto o che già hanno.

Cosa dice la bufala riguardante le buste

La bufala è apparsa qualche giorno fa su un sito chiamato News Woorld, ecco cosa dice:

E’ stato approvato a larga maggioranza qualche giorno fa il decreto che pone fine ad una diffusa pratica di riciclaggio di denaro. Grazie al voto congiunto dei partiti di maggioranza ed opposizione, passa senza colpo ferire il decreto “Buste ai matrimoni”. Vi spieghiamo nel dettaglio il tutto.

In molte regioni d’Italia, è usanza comune donare somme in denaro agli sposini in occasione del loro matrimonio. Somme che variano a volte dal grado di parentela degli ospiti, a volte dalle possibilità economiche degli stessi. In molte regioni del Sud Italia si è giunti addirittura ad organizzare fastose cerimonie infinite con pranzi da ristorante stellato.

Il tutto preparato avendo prima fatto due conti iniziali in modo da rientrare delle spese sostenute e più frequentemente guadagnarci.

Questi scambi di denaro sino ad oggi venivano effettuati senza alcun tipo di controllo da parte del Fisco e quindi non sottoposti a tassazione. Per arginare il fenomeno e dunque spingere sempre di più le coppie in procinto di sposarsi ad optare per una più normale lista-nozze, a partire dal 2018 verranno effettuati serrati controlli al fine di recuperare il sommerso.

Sarà ancora possibile donare somme in denaro, ma fino ad un massimo di 85 euro ad invitato. Superato l’importo di 85 euro, verrà applicata una ritenuta di legge del 15%.

Il compito di raccogliere eventuali somme in denaro e compilare il modulo da consegnare successivamente alle Agenzie delle Entrate del territorio, sarà affidato agli ex dipendenti di Equitalia. Il Ministero dell’Economia ha già messo in campo quasi 2500 uomini che, incrociando le informazioni ricevute da diocesi e sale ricevimenti, potranno presidiare senza dare all’occhio i festini matrimoniali.

Le sanzioni per i trasgressori sono pesantissime con multe da 1000 a 15000 euro. Fate attenzione! Fate girare.

Perchè si tratta di una bufala

Si parla di un decreto ma non viene menzionato nulla: Numero? Firma? Link al sito istituzionale? Non esistono.

Ci viene poi in aiuto un articolo del codice civile riguardante l’argomento opportunamente segnalato dal sito di davidpuente. L’articolo in questione è il 770 (“Donazione rimuneratoria“) e l’articolo 785 sempre del c.c. (“Donazione in riguardo di matrimonio“), mentre dal lato fiscale non costituiscono reddito imponibile Irpef in capo al soggetto percettore del denaro, pertanto non dovranno essere inserite nella dichiarazione dei redditi 730 modello unico (se fate un bonifico indicare la causale “donazione matrimonio“, ma se le somme sono considerevoli e non quelle tipiche dei matrimoni allora rivolgetevi ad un notaio).




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