Bancomat a rischio, causa windows xp

Windows XP o Windows Experience è stato rilasciato da Microsoft il 25 ottobre 2001 e da allora il suo lavoro l’ha svolto molto bene. È stato il sistema operativo più longevo della storia di Microsoft. Ha dominato il suo settore per lungo tempo, e in modo incontrastato, tanto che nel 2012, a 11 anni da suo lancio risultava installato sul 40% dei computer di tutto il mondo. Come certamente sapete e come ampiamente annunciato Windows XP terminerà la sua onorata carriera ad aprile 2014. Ma la cosa è strana è questa: lo sapevate che il 95% degli ATM nel mondo (secondo la rivista americana Bloomberg Businessweek) è basato su Windows XP?

Ma come mai le banche usano ancora questo sistema?

Le ragioni del mancato aggiornamento della maggior parte delle macchine sarebbero da ricercare negli elevati costi che un massiccio update comporterebbe: la londinese SunGard Consulting ritiene che per portare a termine questa operazione in tutti i maggiori istituti bancari del Regno Unito occorrano tra i 50 e i 60 milioni di sterline (tra i 60 e i 70 milioni di euro).

Secondo la Reuters, per cautelarsi, molte società (Jp Morgan in testa) avrebbero già stipulato accordi con Microsoft affinchè continuino a fornire aggiornamenti di sicurezza. Ieri, dalle pagine del Financial Times, il direttore della sicurezza dei computer di Microsoft Timothy Rains ha cercato di rassicurare gli utenti.

Troppo poco per allontanare lo spettro degli attacchi: secondo Jaime Blasco, ricercatore della Allien Vault, «più persone utilizzano lo stesso software, più aumentano i pericoli».

La soluzione?

Creare sistemi informatici ad hoc ma – dice lo specialista – «le aziende lo considerano troppo costoso».

In italia?

Gli istituti italiani, sul fronte della sicurezza digitale, continuano a tenere alta la barra. Lo scorso anno hanno investito 4,2 miliardi di euro confermando la spesa del 2012. L’attenzione per l’hi-tech trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate dalle banche per il 2014: secondo uno studio che viene presentato oggi al Forum Abi Lab di Milano, la metà dei gruppi, infatti, prevede addirittura di incrementare gli investimenti in tecnologia (50%), mentre quasi un terzo pensa di mantenere costante il budget Ict rispetto al 2013. 

Vi terremo aggiornati

 




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