Ormai da qualche mese l’Intelligenza Artificiale è entrata prepotentemente nel conversato e nel discorso pubblico. L’evoluzione della tecnologia così come una familiarità sempre maggiore con applicazioni e dispositivi connessi alla rete, stanno contribuendo a creare una maggiore comprensione di un concetto che fino a poco tempo fa poteva sembrare fantascienza o riservato solo a pochi addetti ai lavori. Le più grandi multinazionali da anni stanno lavorando per migliorare e implementare nei propri processi produttivi l’Intelligenza Artificiale.
Intelligenza Artificiale: le mosse di Amazon e AWS
Amazon ha iniziato a lavorare sui chip di Intelligenza Artificiale già nel 2015, dopo aver acquisito il produttore Annapurna Labs e aver lanciato due anni più tardi Graviton, il suo primo processore basato su architettura ARM.
Una precisa scelta aziendale che ha trovato subito un’applicazione sul mercato: in special modo in servizi di Intelligenza Artificiale capaci di integrarsi in flussi già esistenti e di creare ambienti personalizzati, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, avere un rapporto più diretto con il cliente finale e ammodernare le strutture di data center. Tutte queste tecnologie trovano il loro luogo di elezione in Amazon VPS, ovvero nei server virtuali privati costruiti su misura per i clienti Amazon.
OpenAI lancia ChatGPT: l’Intelligenza Artificiale a portata di tutti
Un punto di svolta nella diffusione del concetto di Intelligenza Artificiale c’è stato qualche mese fa, quando OpenAI ha lanciato gratuitamente per tutti la sua versione di chatbot che, grazie all’IA, promette almeno nelle intenzioni di poter rispondere con un linguaggio naturale a qualsiasi domanda posta dagli utenti. Il chat bot di OpenAI si chiama ChatGPT, ed è nato su un progetto open source: da allora è stato istruito e addestrato per completare un numero sempre maggiore di operazioni.
L’accoglienza è stata subito impressionante, se è vero che ha superato il milione di utenti a soli 5 giorni dal suo rilascio e ha impiegato due mesi per raggiungere i 100 milioni di utenti. La mossa di open AI non ha lasciato indifferente anche gli altri grandi player del mercato tecnologico: a poche settimane dal lancio. Microsoft ha annunciato un piano di investimento di dieci miliardi di dollari per poter integrare ChatGPT con il motore di ricerca Bing. Una mossa per provare a impensierire l’altro grande player nel mondo tecnologico mondiale: Google.
La risposta di Google non si fa attendere: ecco Bard
Proprio Google è sembrata, agli occhi di molti utenti, colta di sorpresa dalle mosse di OpenAi, ma in realtà Big G sta investendo nel campo dell’IA già da anni e solamente nel 2023 è previsto il lancio di oltre 20 prodotti basati su questa tecnologia. Proprio poche settimane fa, inoltre, Google ha presentato il suo chatbot, Bard, seppur ancora in versione beta. Probabilmente l’exploit di ChatGPT ha contribuito in qualche modo ad accelerare le tempistiche, visto che proprio come ChatGPT, anche Bard ha mostrato fin da subito ampi margini di miglioramento e di perfezionamento.
La lotta attorno all’Intelligenza Artificiale si muove su tanti piani e interessa diversi player: se OpenAI e Google hanno polarizzato la discussione delle ultime settimane, molte aziende come Amazon lavorano quotidianamente allo sviluppo di questa tecnologia, che prenderà sempre più piede e troverà nel corso degli anni applicazioni operative quotidiane e integrate.










