Sta tornando a circolare con forza la cosiddetta truffa del “mi piace”, un raggiro che inizia quasi sempre nello stesso modo: vieni aggiunto senza richiesta a un gruppo Telegram (o ricevi un messaggio diretto) e ti viene proposta un’attività semplicissima, apparentemente innocua e persino “professionale”. Il compito? Mettere “mi piace” a video o contenuti su piattaforme come YouTube, Instagram e TikTok, con la promessa di guadagni rapidi e senza competenze. Il problema è che non si tratta di un vero lavoro, ma di una strategia ben studiata per portarti, passo dopo passo, a perdere denaro.
Attenzione alla truffa del “mi piace”: come funziona lo schema: fiducia prima, truffa dopo
Nella fase iniziale i cybercriminali puntano a rendere credibile l’offerta. Ti assegnano piccoli compiti ripetitivi, come mettere like o seguire un profilo, e dopo che li completi ti inviano davvero una piccola somma di denaro. È un passaggio chiave: non lo fanno per “pagarti”, lo fanno per farti abbassare la guardia e convincerti che il sistema sia reale.
Una volta guadagnata la tua fiducia, la truffa cambia marcia. Arriva la proposta “premium”: investire una cifra per sbloccare attività più remunerative, ottenere bonus più alti o accedere a un programma che promette rendimenti superiori. In alternativa, ti viene detto che hai maturato guadagni consistenti ma che, per incassarli, devi prima versare una commissione, una tassa o un costo di sblocco. È qui che scatta la trappola: i soldi che invii non tornano indietro e le richieste possono ripetersi più volte, con nuove scuse e ulteriori “pagamenti necessari”.
I segnali che devono farti scattare l’allarme
Il campanello d’allarme principale è l’offerta non richiesta. Se non ti sei candidato a nulla e qualcuno ti propone lavoro “perfetto” con guadagni facili, sei davanti a un rischio concreto. Anche la promessa di soldi rapidi per azioni banali è un segnale tipico delle truffe, così come la richiesta successiva di inviare denaro per “sbloccare” o “aumentare” i guadagni. Un lavoro vero paga te, non chiede a te di pagare.
Un altro elemento da non sottovalutare è la pressione psicologica: spesso ti spingono ad agire subito, a non “perdere l’occasione” e a fidarti perché “hai già ricevuto i primi pagamenti”. Proprio quei piccoli pagamenti iniziali sono l’esca più efficace.
Cosa fare se ti aggiungono a un gruppo o ti contattano
Se vieni inserito in un gruppo Telegram sospetto o ricevi messaggi con proposte simili, la scelta migliore è non interagire, non seguire le istruzioni e non condividere dati personali. Uscire dal gruppo e segnalare è la via più sicura. Se hai già svolto qualche “task” e ti stanno spingendo verso investimenti o commissioni, fermati immediatamente: è la fase in cui di solito iniziano le perdite.
La prevenzione più utile: limita chi può aggiungerti ai gruppi
Una misura semplice ma molto efficace è intervenire sulle impostazioni privacy delle app di messaggistica. Nella voce “Chi può aggiungermi ai gruppi” seleziona “I miei contatti”, così riduci drasticamente la possibilità di essere inserito in chat indesiderate da sconosciuti. È un piccolo settaggio che evita molte seccature e taglia alla radice una delle porte d’ingresso preferite dai truffatori.












