Attenzione a etuimedia.com, ecco cosa succede

Ogni anno, tra le parole più cercate dagli italiani sui motori di ricerca, oltre alle solite(quella del 2016 è stata Pokémon Go), ai primi posti, troviamo anche film in streaming o serie tv in streaming, segno che moltissime persone cercano di guardare questi contenuti su PC, tablet e altri dispositivi.

I controlli da parte della finanza (e altre forze dell’ordine) sui siti che forniscono questo tipo materiale sono sempre più intensi e affinati tant’è che questi siti, già da un pò di tempo, oltre ai soliti banner pubblicitari (invasivi sicuramente, ma pur sempre dei semplici banner) richiedono, per guardare il contenuto, anche la registrazione da parte dell’utente.

Ecco uno dei messaggi che compare su un noto sito:

Per vedere questo video da Italia, devi effettuare la registrazione gratuita al servizio VOD. La registrazione e’ obbligatoria per verificare che tu provenga realmente da uno dei paesi dove il servizio e’ disponibile. Durante la registrazione devi utilizzare dati autentici. Il tempo neccessario e’ di circa 1 minuto.

Beh, la semplice registrazione con nome utente e passoword, di per se, non è pericolosa, lo sappiano.

Pericoloso diventa lo step successivo. Ci riferiamo al fatto che alcuni siti chiedono anche i dati della VOSTRA CARTA DI CREDITO promettendo comunque che non verrà prelevato nessun importo dalla vostra carta e VOI CI CREDETE???

Eccovi una schermata che per chi è caduto nel tranello sembrerà familiare

Nonostante la rassicurazioni presenti sul sito in cui viene detto che l’inserimento della carta NON comporterà addebiti, non farete in tempo a terminare la registrazione che il primo euro vi sarà già stato addebitato.

La “truffa”(noi la chiamiamo cosi) continua e non si limita solo all’euro prelevato(questo, infatti, sarebbe il minimo). Se non effettuate la disdetta entro i cinque giorni vi addebiteranno 24,95 euro e così, pur non volendo, sarete diventati clienti premium. Se invece volete cancellarvi subito, vi addebiteranno un altro euro

Uno dei siti in questione che fa questo è proprio quello citato nell’oggetto dell’articolo.

Eccovi il link alla pagina di cancellazione (link) -> se siete caduti nel tranello




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