Negli ultimi tempi, una nuova minaccia informatica sta prendendo piede in Italia: la cosiddetta “truffa del doppio SPID”. Questo raggiro sfrutta una vulnerabilità nel Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) per clonare l’identità digitale delle vittime, consentendo ai truffatori di accedere a informazioni sensibili e di dirottare fondi a proprio vantaggio. La crescente diffusione di questa truffa rende fondamentale comprendere il suo funzionamento e adottare misure preventive efficaci.
Cos’è la truffa del doppio SPID e come funziona, tutti i processi
Tutto inizia con la raccolta dei dati personali della vittima. I truffatori acquistano online pacchetti di documenti contenenti informazioni sensibili come carta d’identità, tessera sanitaria e altri dati identificativi. Questi dati, venduti per poche decine di euro su marketplace nascosti, spesso accessibili tramite app come Telegram o nel Dark Web, diventano la base per l’intera frode. Una volta in possesso di queste informazioni, i criminali sono pronti a procedere con la seconda fase.
Clonazione dell’identità digitale
Con i dati acquisiti, i truffatori attivano un secondo SPID legato allo stesso codice fiscale della vittima. Sfruttano una caratteristica del sistema SPID che consente di avere più identità digitali attive per la stessa persona, purché registrate con indirizzi email e numeri di telefono differenti. Per superare i controlli di sicurezza – spesso basati sul riconoscimento facciale o su videochiamate – i criminali possono ricorrere all’intelligenza artificiale, utilizzando tecniche di deepfake per replicare il volto della vittima.
Questa falla nel sistema rende possibile l’attivazione di uno SPID “parallelo” tramite un provider diverso da quello originariamente scelto dall’utente. Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori possono consultare dati personali, fiscali e previdenziali, tra cui rimborsi fiscali, comunicazioni da parte dell’INPS e molto altro.
Dirottamento dei fondi
Nella fase finale, i truffatori utilizzano lo SPID clonato per accedere ai principali portali della Pubblica Amministrazione, come INPS, Agenzia delle Entrate o NoiPA. Qui modificano le coordinate bancarie associate all’utente, inserendo un nuovo IBAN intestato a conti da loro controllati. Il risultato è che stipendi, pensioni o rimborsi fiscali vengono dirottati su questi conti fraudolenti. La vittima si ritrova così con l’identità digitale compromessa e con danni economici concreti e spesso ingenti, senza inizialmente accorgersene
Perché è pericoloso
Il furto dell’identità digitale può avere conseguenze molto gravi. Oltre alla perdita economica diretta, la vittima può subire danni reputazionali e legali. I criminali, infatti, possono compiere altre azioni illecite a nome della persona truffata, rendendo complicato il ripristino dell’identità e la restituzione dei fondi.
Come proteggersi
Per evitare di cadere in questa trappola, è fondamentale attivare la verifica in due passaggi, in modo da aggiungere un ulteriore livello di protezione al proprio SPID. È utile controllare periodicamente i propri dati nei portali ufficiali, monitorare movimenti bancari sospetti e prestare attenzione a qualsiasi anomalia nelle comunicazioni ricevute.
In caso di sospetto furto d’identità, è importante agire tempestivamente: bloccare l’accesso al proprio SPID, contattare le autorità competenti e denunciare l’accaduto.
L’importanza della consapevolezza digitale
La truffa del doppio SPID dimostra quanto sia importante la conoscenza dei rischi digitali. Solo attraverso la consapevolezza e la prevenzione è possibile difendersi da minacce sempre più sofisticate, che puntano a colpire proprio le fasce più digitalizzate della popolazione.
Domande frequenti sulla truffa del doppio SPID
Cos’è lo SPID?
Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è un sistema di autenticazione che consente ai cittadini italiani di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e di soggetti privati aderenti con un’unica identità digitale.
Come fanno i truffatori a registrare un secondo SPID?
I truffatori utilizzano dati personali rubati, come carta d’identità e tessera sanitaria, per creare un secondo profilo SPID. Cambiano email e numero di telefono per eludere i controlli, e in alcuni casi usano tecnologie come i deepfake per superare i sistemi di riconoscimento facciale.
Posso avere due SPID attivi contemporaneamente?
Sì, è tecnicamente possibile registrare più SPID legati allo stesso codice fiscale ma con provider differenti. Questo meccanismo, se da un lato offre flessibilità all’utente, dall’altro può essere sfruttato dai criminali per creare SPID fraudolenti.
Come posso sapere se qualcuno ha attivato un altro SPID a mio nome?
Purtroppo, al momento non esiste un sistema automatico per ricevere notifiche sull’attivazione di SPID duplicati. Per questo è importante monitorare regolarmente i propri dati nei portali della PA, controllare eventuali accessi anomali e prestare attenzione a SMS o email sospette.
Cosa devo fare se sospetto di essere vittima?
Se temi che qualcuno abbia attivato uno SPID a tuo nome o abbia effettuato accessi non autorizzati, contatta subito il provider del tuo SPID, blocca l’identità digitale e sporgi denuncia alle autorità competenti. È consigliabile anche segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.
