L’Agenzia delle entrate italiana vittima di un attacco hacker? Secondo LockBit, un gruppo di cyber criminali specializzati in attacchi ransomware, l’ente italiano è stato vittima di un furto di circa 78 giga di dati. Al momento, secondo quanto si apprende, non sarebbero state trovate evidenze ma sono in corso tutti gli approfondimenti al termine dei quali sarà inviata una informativa all’autorità giudiziaria.
Lockbit: attacco hacker all’agenzia delle Entrate
L’attacco, stando a quanto sostengono esperti, sarebbe opera di LockBit, un gruppo di hacker che operano a livello mondiale nelle attività di ransomware e che avrebbe dato all’Agenzia un ultimatum di 5 giorni.
Al momento, come detto, le indagini della Polizia Postale sono in corso per accertare se si tratti di una bufala o di un furto reale. Quel che è certo è il riscatto chiesto dagli Hacker.
“LockBit ha pubblicato nel dark web la notizia di aver sottratto tramite malware 78 giga byte di dati dalla Agenzia delle Entrate, intimando un ultimatum di cinque giorni per il pagamento del riscatto per la restituzione di documenti, scansioni, rapporti finanziari e contratti, di cui presto verranno pubblicati degli screenshot esemplificativi del materiale rubato. In caso contrario, la consueta minaccia è di pubblicare i dati disponibili” spiega Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan.
Agenzia delle entrate: sono in corso accertamenti
L’Agenzia delle Entrate precisa di aver immediatamente chiesto un riscontro e dei chiarimenti a Sogei Spa, società pubblica interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestisce le infrastrutture tecnologiche dell’amministrazione finanziaria e che sta effettuando tutte le necessarie verifiche.
Chi è il gruppo hacker LockBit
Saliti ai disonori delle cronache nel 2020, il gruppo hack noto come LockBit è una gang criminale originaria dell’Europa orientale e che secondo alcuni report avrebbe legami con la Russia. Si è affermata come élite nella comunità di riferimento, grazie all’uso di un nuovo ransomware – programma informatico dannoso – che ha dato il nome stesso al cybergruppo.











