Assoprovider contro il regolamento "ammazza internet": ingiusta la delibera Agcom

E’ guerra tra l’Assoprovider che conta 200 provider associati e AGCOM (Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni) a causa del regolamento anti pirateria emanato pochi giorni fa.

Nella delibera in pratica si chiede ai gestori delle pagine Internet di rimuovere o disabilitare gli accessi ai contenuti illeciti: qualsiasi portale di condivisione, quindi, potrebbe essere soggetto alla richiesta di rimozione di link e url esterni.
L’Assoprovider trova inopportuna la richiesta per una serie di motivi che ha elencato in una nota pubblicata sul sito.

Preoccupatissimi, i provider temono un’invasione della libertà di espressione dei titolari dei siti Internet ed il principio di autodeterminazione di ogni cittadino; infatti l’AGCOM ha richiesto che le pagine incriminate vengano sostituite con una contenente il logo dell’Autorità.
E non solo la delibera prevede inoltre che i provider consegnino in 48 ore dalla richiesta, i nomi dei titolari di siti internet, di blog, di forum, senza peraltro che sia stata elevata nei loro confronti alcuna contestazione formale, in aperta violazione dei principi di tutela della privacy.

Chi si sottrae a queste richieste può incorrere in una multa, con un valore sino a 250 mila euro e la denuncia alla polizia giudiziaria.

Ecco quanto si legge sul sito dell’Assoprovider:

L’Assoprovider  esprime vivissima preoccupazione per lo schema di regolamento che finirebbe per trasformare ogni intermediario della rete in un organo di polizia giudiziaria che controlla 24 ore su 24 l’intera rete mondiale, senza che tale ordine, già peraltro ritenuto illegittimo dalla Corte di Giustizia, venga sottoposto alla verifica della Magistratura.

 




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