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Apple testa un sistema anti-scippo per iPhone

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Apple potrebbe introdurre una nuova protezione pensata per i casi di furto lampo: un sistema anti-scippo capace di bloccare l’iPhone quasi in tempo reale quando riconosce movimenti sospetti. La funzione non è stata ancora annunciata, ma alcune stringhe trovate nel codice di sviluppo di iOS fanno pensare a un lavoro già avviato.

L’idea nasce da un problema sempre più comune nelle aree urbane: il ladro strappa il telefono dalle mani dell’utente e si allontana in pochi secondi, spesso a piedi, in bici o in scooter. In quei momenti lo schermo può restare sbloccato abbastanza a lungo da esporre app bancarie, email, password e altri dati sensibili.

Apple e il possibile sistema anti-scippo per iPhone

Il meccanismo individuato nelle build di sviluppo di iOS si baserebbe sull’analisi combinata dei sensori interni del telefono. Accelerometro, giroscopio e altri dati di movimento verrebbero elaborati direttamente sul dispositivo per riconoscere pattern compatibili con uno strappo improvviso seguito da una fuga rapida.

Quando il sistema rileva un evento anomalo, l’iPhone si bloccherebbe automaticamente e richiederebbe una nuova autenticazione tramite Face ID oppure codice di sblocco. In questo modo verrebbe impedito al ladro di sfruttare il breve intervallo in cui il telefono è ancora accessibile subito dopo il furto.

In cosa differisce da Protezione del dispositivo rubato

Apple ha già introdotto con iOS 17.3 la funzione Protezione del dispositivo rubato, pensata per ridurre i danni nel caso in cui il ladro conosca anche il codice. Questa misura obbliga infatti l’uso di Face ID o Touch ID per operazioni delicate, come l’accesso alle password salvate, la modifica dell’Apple ID o la disattivazione di Dov’è.

Il nuovo sistema anti-scippo agirebbe però prima, immediatamente dopo il furto fisico. Sarebbe quindi una barriera più rapida, progettata per fermare l’attacco nel momento in cui il dispositivo viene sottratto dalle mani dell’utente.

La vera sfida, però, riguarda i falsi positivi. Un algoritmo troppo sensibile potrebbe bloccare il telefono anche durante attività normali, come correre, scendere di fretta da un mezzo pubblico o cambiare bruscamente direzione in strada.

Possibile debutto con iOS 19 e focus sui modelli recenti

Apple parte da una posizione favorevole grazie all’integrazione tra chip, sensori e sistema operativo. Sugli iPhone moderni, i dati di movimento vengono elaborati direttamente on-device, senza passare dal cloud, anche tramite coprocessori dedicati e Neural Engine.

La società potrebbe inoltre incrociare il rilevamento fisico con altri segnali, come la perdita di connessione con Apple Watch o variazioni improvvise della posizione GPS. Tutto ciò renderebbe il blocco più preciso e, almeno in teoria, più affidabile.

Al momento non c’è alcun annuncio ufficiale, ma il progetto sembra coerente con la direzione intrapresa da Apple e con quanto già fatto da Google su Android 15. Il debutto più probabile potrebbe avvenire alla WWDC con iOS 19, forse inizialmente solo sugli iPhone più recenti, dove la potenza di calcolo e l’elaborazione continua a basso consumo sono più adatte a una funzione di questo tipo.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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