Apple blocca l'utilizzo degli UDID agli sviluppatori: dal primo maggio più privacy per tutti

Apple ha deciso di dare un giro di vite alle procedure sulla privacy, bloccando dal primo maggio tutte le applicazioni che in qualsiasi modo possano avere accesso all’UDID di qualsiasi device. 

L’UDID è una stringa alfanumerica univoca, associata a ogni device della casa di Cupertino in grado di eseguire iOS. Tutti gli utenti Apple possono visualizzare il proprio UDID con una semplice procedura che abbiamo descritto in un precedente nostro articolo.

La maggior parte delle analisi pubblicitarie è collegata agli UDID, poiché tramite questa stringa si è in grado di tracciare le abitudini degli utenti, i loro spostamenti, le zone che frequentano, nonché le app che hanno installato sul proprio device e tanto altro… queste informazioni dovrebbero essere utilizzate solo dagli inserzionisti per scopi pubblicitari.

In definitiva, l’UDID è un identificativo permanente, universale, molto utile all’ottenimento di dati dettagliatissimi: dati che fanno gola a moltissime aziende tra cui GOOGLE (che già traccia abbondantemente ed indisturbatamente tutti gli utenti presenti su Android)… ma torniamo alla decisione di Apple: dal primo maggio, gli UDID non potranno più essere utilizzati dagli sviluppatori così come chiarito nel comunicato ufficiale

UDID del proprio device

UDID del proprio device

Come impatta questa decisione sulle abitudini degli utenti? praticamente in nessun modo: semplicemente la loro privacy è più tutelata. Gli effetti di questa decisione ricadono invece direttamente sugli sviluppatori che utilizzavano l’UDID per  vari scopi, tra cui quello di dare supporto agli utenti (ad esempio per resettare password dimenticate o quant’altro): questi sviluppatori dovranno studiare metodologie alternative che non siano correlate all’UDID.

Come anticipato, si vocifera che questa decisione sia stata presa innanzitutto per contrastare il presumibile “furto di informazioni” che Google starebbe operando proprio tramite le proprie App pubblicate su iTunes. Come sostengono molti esperti, Google avrebbe pubblicato queste app proprio per carpire informazioni: conoscere nel dettaglio le abitudini degli utenti della concorrenza non ha prezzo… si tratta di dati statistici che Apple non fornirebbe mai, neanche per tutto l’oro del mondo, e soprattutto a Google!!




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