Android: spopolano le applicazioni contraffatte che rubano soldi agli utenti

Il mercato delle applicazioni Android ha posto anche per chi di mestiere fa il truffatore e non lo sviluppatore di app. Le applicazioni contraffatte esistono da sempre sul Play Store, e al momento rappresentano circa l’1,2% del totale, secondo una recente analisi svolta dai tecnici di BitDefender. 

Tale analisi è stata molto accurata: le applicazioni analizzate sono state circa 430.000(quasi la metà di quelle presenti nello Store) e gli APK alterati sono risultati essere ben 5.077, appartenenti a 2.140 sviluppatori diversi.

I problemi che possono causare questi cloni non sono però banali: ne vanno di mezzo sia gli utenti che gli sviluppatori.

Danno agli sviluppatori

Loredana Botezatu spiega su HotForSecurity che è molto facile per un malintenzionato scaricare il file APK di una certa applicazione, modificarlo a proprio vantaggio e poi ripubblicarlo come clone dell’applicazione originale. Agli occhi dell’utente spesso non c’è alcuna differenza ed è facile installare per sbaglio la copia illecita dell’app.

Spesso capita che se l’app originale è a pagamento e quella clonata è gratuita, e questo ovviamente porta molte persone a installarla. Il danno più immediato colpisce lo sviluppatore originale e riguarda gli introiti pubblicitari: il plagiatore infatti sostituisce il codice con il proprio, così che i profitti generati da banner e altre forme di marketing vadano in tasca a lui.

Danno agli utenti finali

Oltre ai problemi legati agli sviluppatori c’è anche quello degli utenti finali, cioè chi installa l’app. Spesso, infatti, le copie non originali hanno impostazioni più invasive (widget in home screen, spam pubblicitario nell’area notifiche), e non mancano casi in cui queste applicazioni chiedono e ottengono dall’utente l’autorizzazione per tracciare la posizione, effettuare chiamate, mandare SMS, accedere a Facebook e Twitter, etc.

A volte le applicazioni si trasformano quindi in spyware, se non anche in malware.

Google periodicamente ripulisce il proprio Store da applicazioni di questo tipo, ma spesso queste rimangono per un certo periodo di tempo.

Gli strumenti per evitare che tutto ciò accada ci sono, perché non usarli? Il primo che ci viene in mente sarebbe quello di testare l’app e vedere se rispecchia delle caratteristiche (del resto sia Microsoft che Apple lo fanno per i propri store)

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