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Android come chiave di sicurezza: come usare le passkey

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Android botnet Kimwolf

Un telefono Android può già fare da chiave di sicurezza per proteggere l’accesso a Google e ad altri servizi compatibili, senza acquistare una chiavetta USB dedicata.

Nel 2026, con le passkey sempre più diffuse, questa funzione è ancora poco usata perché spesso viene percepita come complessa. In realtà, in molti casi basta lo smartphone che hai già in tasca per confermare l’accesso e rendere più difficile l’ingresso agli account da parte di chi non possiede fisicamente quel dispositivo.

Android come chiave di sicurezza con le passkey

Le password restano il punto debole della sicurezza online. Vengono riutilizzate, semplificate o salvate in modo poco sicuro, soprattutto quando gli account da gestire sono tanti. Le passkey nascono proprio per superare questo limite: non richiedono di digitare una password e si basano su una coppia di chiavi crittografiche, una privata che resta sul dispositivo e una pubblica registrata dal servizio.

Quando provi ad accedere, il sito o l’app invia una richiesta che solo la chiave privata può autorizzare. Su Android, questa protezione sfrutta i sistemi di sicurezza integrati nel telefono, come Titan M2 sui Google Pixel o Knox Vault su alcuni Samsung Galaxy. La conferma avviene con impronta, volto o codice di sblocco, riducendo il rischio di phishing e di furto delle credenziali.

Come attivare una passkey Google su Android

Per usare il telefono come chiave di sicurezza per il tuo account Google, bisogna entrare nelle impostazioni dell’account dal browser e aprire la sezione Sicurezza. Qui si trova l’area dedicata a passkey e chiavi di sicurezza. Google chiederà una verifica dell’identità, ad esempio con la password già in uso o con un altro metodo associato all’account.

A quel punto si seleziona l’opzione per creare una passkey. Se vuoi collegare lo smartphone Android, può comparire un QR code da inquadrare con il telefono. Dopo aver seguito i passaggi indicati, basta confermare con impronta digitale, riconoscimento del volto o blocco schermo. La passkey viene così associata al dispositivo e, in molti casi, salvata anche nel Gestore delle password di Google per un utilizzo futuro più semplice.

Quando basta lo smartphone e quando serve una chiave fisica

Per la maggior parte delle persone, Android è già una soluzione molto pratica. È sempre con te, è protetto da sblocco biometrico e consente di autorizzare gli accessi senza ricordare un’altra credenziale. Per email, cloud, social e account personali, il salto di sicurezza rispetto alla sola password è notevole e richiede pochi minuti di configurazione.

Le chiavi fisiche USB, però, non sono obsolete. Restano utili per chi gestisce molti account, lavora in ambienti aziendali sensibili o vuole separare l’accesso dal telefono. In questi casi una security key hardware può essere un’ottima alternativa o una copia di riserva. Il punto, comunque, è chiaro: chi usa ancora solo password tradizionali ha già a disposizione un’opzione più solida, e Android può essere il primo passo per attivarla.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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